Classificazione:
Nome comune: salamandra di Lanza
Regno: Animalia
Phylum: Cordata
Classe: Amphibia
Ordine: Caudata (o Urodela)
Famiglia: Salamandridae
Genere: Salamandra
Nome scientifico: Salamandra lanzai (Nascetti, Andreone, Capula & Bullini, 1988)
Specie endemica delle Alpi Cozie. Vive fra i 1200 e i 2600 metri sul livello del mare
Classificazione:
Classificazione:
Nome comune: salamandra di Lanza
Regno: Animalia
Phylum: Cordata
Classe: Amphibia
Ordine: Caudata (o Urodela)
Famiglia: Salamandridae
Genere: Salamandra
Nome scientifico: Salamandra lanzai (Nascetti, Andreone, Capula & Bullini, 1988)
Habitat:
Specie endemica delle Alpi Cozie. Vive fra i 1200 e i 2600 metri sul livello del mare
La Salamandra di Lanza è un raro anfibio endemico delle Alpi Cozie, presente solo in poche valli tra Italia e Francia: Valle Po, Val Pellice, Val Chisone, Val Germanasca e Val Sangone, e in piccole aree del Parco Naturale del Queyras in Francia nella riserva Ristolas-Mont Viso istituita proprio per proteggere la specie.
Ha colore nero e lucido ed è caratterizzata dall'avere corpo robusto, capo grande e appiattito, coda con punta arrotondata, grandi ghiandole parotoidi ai lati del capo che hanno la funzione di secernere un liquido repellente e irritante come difesa contro i predatori. Pesa circa 20 grammi, con una lunghezza media di 9 cm.
Nel territorio gestito dell'Ente Parchi Alpi Cozie, le popolazioni di questa specie vivono nelle praterie alpine al di sopra del limite degli alberi, in prossimità di piccoli corsi d'acqua, con abbondanza di rocce e rifugi sotterranei. Gran parte della sua vita è infatti ipogea: nei periodi di siccità o in occasione dell'ibernazione invernale si rifugia sottoterra. La si può incontrare con maggiore probabilità da maggio ad agosto, in orario crepuscolare o notturno, sebbene possa essere visibile anche durante il giorno, nelle giornate piovose o particolarmente umide.
A differenza di altri anfibi, la specie non è legata all'acqua per la riproduzione. Come adattamento alle rigide temperature di alta quota e alla corta estate alpina, le sue uova infatti non si sviluppano in acqua, bensì nel corpo materno, dove impiegano tre anni per la metamorfosi completa. E' quindi una specie cosiddetta vivipara, poiché partorisce piccoli già completamente formati, capaci fin da subito di condurre vita autonoma terrestre.
A dispetto del suo andamento impacciato la Salamandra di Lanza è un predatore e si nutre di invertebrati (cavallette, mosche e coleotteri).
È una specie estremamente a rischio dal punto di vista conservazionistico perchè è diffusa esclusivamente in un'area specifica e molto ristretta del pianeta, non a caso è classificata "CR -in pericolo critico" nella Lista Rossa internazionale dell'IUCN, l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, ed è inserita nell'Allegato II della Convenzione di Berna e nell'allegato IV della Direttiva Habitat, che la indicano tra le specie per le quali è necessaria una protezione rigorosa.
È stata descritta scientificamente e riconosciuta come specie a sé stante solo nel 1988 da un gruppo di ricercatori italiani. Il suo nome scientifico è stato attribuito in onore di Benedetto Lanza, noto medico, erpetologo e naturalista fiorentino che ha dedicato la vita allo studio degli anfibi e dei rettili.
Da una relazione dall'erpetologo Daniele Seglie, che nel 2019-2020 si è occupato del monotoraggio sistematico della specie all'interno dei territori delle aree protette delle Alpi Cozie, risultano due popolazioni principali:
Quest'ultima popolazione è particolarmente importante perché è geograficamente isolata rispetto al resto dell'areale di distribuzione della specie, che va dalla Val Germanasca al Monviso.
Una grave minaccia per alcune popolazioni che risiedono in aree ad elevata frequentazione turistica è determinata dal rischio di mortalità per calpestamento, in particolare a causa della circolazione di mezzi motorizzati lungo strade di montagna.
Per questa specie, relegata in vallate con microclima umido nel contesto delle Alpi Occidentali caratterizzate da clima poco piovoso, il cambiamento climatico può costituire una minaccia reale.
Grazie ad una ricerca condotta nell'ambito del progetto ALCOTRA 2014-2020 PITEM Biodiv'Alp e coordinata da Davide Giuliano dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, basata sull'applicazione dei Modelli di Distribuzione delle Specie (SDM), si sono potute stabilire correlazioni statistiche tra dati di presenza dell'anfibio e informazioni climatiche. Questo approccio consente di prevedere con una certa accuratezza gli effetti che le variazioni climatiche potrebbero avere sulla distribuzione geografica della specie nel corso del tempo.
Secondo i modelli statistici elaborati, già dal 2040 l'area climaticamente idonea alla vita della salamandra di Lanza potrebbe ridursi drasticamente, con contrazioni che potrebbero superare addirittura il 90% dell'attuale superficie entro il 2100.
Approfondimenti:
Nel corso degli ultimi anni, il personale dell'Ente ha avviato una attività di monitoraggio della specie, al fine di raccogliere informazioni sulla sua distribuzione, sulla consistenza delle popolazioni e per verificare nel tempo eventuali variazioni legate ai cambiamenti climatici e alla disponibilità di habitat idonei.
La ricerca della specie sul territorio delle Alpi Cozie viene effettuata tra giugno e agosto, quando si verificano le condizioni ambientali che ne favoriscono la fuoriuscita dai rifugi sotterranei, in particolare dopo le precipitazioni o in giornate con elevata umidità, nelle ore del crepuscolo o prima dell'alba. Gli operatori percorrono i transetti prestabiliti, controllando con attenzione il terreno, la vegetazione e i rifugi naturali, come pietre, rocce e piccoli anfratti. Ogni individuo osservato viene contato e se ne registra la posizione, oltre alla data di osservazione ed eventuali informazioni utili a caratterizzare l'ambiente di ritrovamento.
La difficoltà di incontrare questo animale molto elusivo rende ogni segnalazione particolarmente importante.
Se hai la fortuna di incontrarne una, non manipolarla e non spostarla, ma fagli una foto e inviala, insieme alle coordinate e alla data dell'avvistamento, a Barbara Rizzioli, tecnico dell'Area Conservazione e Gestione della Biodiversità dell'Ente (rizzioli@alpicozie.eu ).
Se usi l'app iNaturalist, scatta una foto, caricala come osservazione sulla piattaforma iNaturalist: accedi al Progetto Aree Protette Alpi Cozie e salva l'osservazione con le coordinate oscurate.
Scheda specifica sul sito IUCN
Video "Le valli della salamandra di Lanza" (Versione lunga)
Di Marco Tessaro. Realizzato da Città metropolitana di Torino bell'ambito del progetto Interreg Alcotra Biodiv'ALP
The Herpetological journal: Dark future for a black salamander: effects of climate change and conservation implications for an endemic alpine amphibian. Authors: Davide Giuliano- APAC, Daniele Seglie, Paolo Eusebio Bergò, Riccardo Cavalcante, Marco Favelli, Bruno Aimone Gigio, Alain Bloc, Anna Gaggino, Matteo Massara, Alessandra Pucci, Marco Rastelli, Claude Miaud, Barbara Rizzioli - APAC