A distanza di un mese dalla pensione lo ritroviamo sul campo della sua amata Val Troncea, operativo come sempre. Questa volta senza la divisa di guardiaparco, ma in veste di inanellatore autorizzato dall’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per un’attività di monitoraggio dell’avifauna.
Il tema dell'alimentazione consapevole sta diventando attuale anche nel mondo animale. Basti pensare che le intossicazioni da piante sono la seconda causa di avvelenamento nei ruminanti da allevamento, dopo i pesticidi. Per questo motivo istituzioni e autorità scientifiche stanno mettendo in campo studi e strumenti al fine di tutelare gli animali e sensibilizzare allevatori e consumatori. Gli erbivori al pascolo come bovini, ovini, caprini ed equini possono incorrere in una serie di patologie anche mortali semplicemente nutrendosi di erba, o meglio di erbacce, cioè specie nocive che contengono sostanze farmacologicamente attive.
Riaperta in data 28 giugno 2025 la Ferrata dell'Orrido di Foresto.
Le tartarughe palustri americane presenti nel Lago Grande di Avigliana sono portatrici di malattie infettive che si trasmettono all’essere umano. È ciò che emerge da uno studio scientifico realizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Risulta infatti che il 13,3% di individui era infetto da salmonellosi e/o cryptosporidium.
Mercoledì 19 giugno 2025 nel Parco Naturale della Val Troncea, è stata inanellata la 48esima specie di avifauna da quando è iniziata l’attività, ormai 11 anni fa. L’uccello finito nelle reti è uno splendido esemplare di cuculo che è stato preso in carico dalle sapienti e delicate mani di Beppe Roux-Poignant, guardiaparco, e Domenico Rosselli, da poco in pensione ma presente come inanellatore riconosciuto da Ispra, che hanno effettuato tutte le misurazioni da protocollo, gli hanno apposto un anello numerato alla zampina e lo hanno liberato dopo pochi minuti in ottime condizioni.
Martedì 17 giugno 2025: ARPA Piemonte segnala la presenza di schiume algali sul Lago Grande di Avigliana con potenziali rischi per la salute. Si tratta di una fioritura cianobatterica.
Da mercoledì 4 a venerdì 6 giugno 2025, le Aree Protette delle Alpi Cozie hanno partecipato al monitoring visit del progetto Life Predator che si è tenuto in Portogallo lungo il bacino del fiume Tago. Come previsto in questo tipo di programma, l’appuntamento si è caratterizzato come momento di incontro tecnico e pratico a metà percorso tra i partner di progetto e l’organo designato dall’Unione Europea per la supervisione dell’avanzamento lavori.
Le aree montane sono tra gli hotspot di biodiversità più preziosi e fragili a livello globale, ospitando specie uniche adattate a condizioni climatiche rigide e ambienti estremi. Tuttavia, uno studio recente condotto lungo un gradiente altitudinale nelle Alpi Occidentali mette in luce come le aree protette, pur fondamentali per la tutela della fauna montana, stiano subendo pressioni crescenti legate ai cambiamenti climatici e ai mutamenti dell’uso del suolo, che hanno ripercussioni sulla biodiversità montana.
In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente vi proponiamo il video realizzato da Città Metropolitana di Torino nell'ambito del progetto Connettere l'Ambiente, dedicato a Miriophyllum spicatum nel Parco naturale dei Laghi di Avigliana.
Lunedì 26 maggio 2025 sono iniziati i lavori di sistemazione dei dissesti della strada del Selleries, dove si trovano il rifugio e l'alpeggio, in Val Chisone. Si tratta di un progetto avviato già prima degli ingenti danni registrati durante l’estate 2024 che vede l’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie beneficiario di un finanziamento FESR di 385.500 € per un progetto condiviso con i Comuni di Fenestrelle e Roure.