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A Oulx la XV Giornata delle Minoranze Linguistiche Storiche

Oct. 8, 2026

Si è svolta sabato 3 ottobre, nell’Auditorium dell’Istituto Des Ambrois di Oulx, la XV Giornata delle Minoranze Linguistiche Storiche occitano, francoprovenzale e francese, che anche quest’anno si è affiancata alla 532a Fiera Franca del Grand Escarton. Una giornata molto partecipata.
Il pomeriggio si è aperto con l’omaggio a Ines Cavalcanti, storica anima di Chambra d’Òc, prematuramente scomparsa nel luglio scorso, una figura che ha dedicato la vita, e con lei la sua famiglia, alla tutela delle minoranze linguistiche, della cultura, del territorio, della montagna. Il suo impegno è partito dall’occitano, per estendersi poi al francoprovenzale e al francese: le lingue per le quali Chambra d’Òc porta avanti attività sul territorio. Tra i progetti da lei ideati con l’associazione, «Occitan lenga olimpica», realizzato nel 2006 in occasione dei Giochi olimpici invernali di Torino da cui nasce anche l'esperienza di Chantar l'Uvern, la rasegna che ogni inverno porta eventi e animazione territoriale nelle valli dei Parchi Alpi Cozie.

Moderato da Luca Martin Poetto, il pomeriggio è proseguito con l’attesa anteprima della traduzione in lingua occitana di Fontamara di Ignazio Silone, curata da Franco Bronzat.

È seguito il saluto, in collegamento telefonico, di Amalia Masset, figlia del maestro Angelo Masset, che ha ringraziato con parole toccanti per il lavoro svolto a onore della memoria del padre, in particolare con lo spettacolo teatrale «Settemilasettecento parole, finché qualcuno le pronuncia – L’eredità del Maestro di Rochemolles Angelo Masset», firmato da Renato Sibille e Roberto Micali di ArTeMuDa APS, con le musiche dal vivo del gruppo Parenaperde.
L’opera racconta la visita di un ex allievo di Rochemolles, Giovanni Vallory, al suo maestro a Bassano del Grappa: un incontro che fa riaffiorare, scena dopo scena, la vita del paese e i suoi momenti più importanti, dalle valanghe alla costruzione della diga, dalle feste ai giorni di dolore. Lo spettacolo ha rievocato la figura del maestro e studioso nato a Bardonecchia nel 1919, che dedicò anni di lavoro al monumentale Dizionario e alla Grammatica della variante occitana di  Rochemolles (Melli, 1997), salvandola dall’oblio. Numerose le persone arrivate da Bardonecchia, che hanno ritrovato con piacere e commozione le tradizioni e i momenti, belli e tragici, della comunità di Rochemolles.

Il pubblico ha continuato a seguire con calore anche la serata, che ha presentato il lavoro di ricerca musicale e di raccolta di testi e parole confluito nella pubblicazione Virà Virandôlë, firmata da Renato Sibille e Roberto Micali. Ad accompagnare la presentazione, il trio dei Parenaperde (Massimo
Falco, Riccardo Micalizzi e Bianca Micalizzi), che ha chiuso la giornata con il ballo tradizionale occitano dell’Alta Valle.
La giornata ha così riunito, in un solo appuntamento, tutti i fronti dell’attività di Chambra d’Òc: la ricerca sul campo, la ricerca linguistica con la traduzione di testi letterari e la nuova creazione con lo spettacolo di ArTeMuDa. Un impegno pluridecennale che continua a essere un punto di riferimento per la comunità.

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