Pagina iniziale / Notizie / Il depopolamento dei cinghiali per contrastare la PSA

Il depopolamento dei cinghiali per contrastare la PSA

29 Ottobre 2026
Un cinghiale nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand

Un cinghiale nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand - G. Roux Poignant

Proseguono le attività di depopolamento del cinghiale nelle Aree Protette delle Alpi Cozie. Si tratta di un’attività introdotta dal Piano Regionale di Interventi Urgenti adottato dalla Regione Piemonte in seguito alla comparsa della Peste Suina Africana (PSA) sul territorio regionale all’inizio del 2022. L’obiettivo delle misure è contenere le popolazioni di specie Sus scrofa, anche nelle aree dove il virus non è ancora presente, con l’obiettivo di limitarne la diffusione.

Anche il personale di vigilanza degli enti di gestione delle aree protette è coinvolto nelle azioni. Nei Parchi delle Alpi Cozie, l’adozione del piano ha riguardato in primo luogo le attività di monitoraggio passivo che sono state intensificate dai guardiaparco per l’eventuale ritrovamento di carcasse di cinghiale su cui effettuare le analisi in grado di rilevare la presenza di PSA e per una localizzazione più precisa delle comunità presenti sul territorio. Solo in un secondo tempo sono iniziate le attività di abbattimento che, all’interno delle aree protette devono seguire specifici requisiti e rappresentano un obiettivo di produttività fissato a 19 capi per l’anno 2026. 

Contenimento della specie e tutela ambientale

Nel perseguimento dello scopo statutario principale, cioè la protezione dell’ambiente, un Ente Parco può effettivamente ricorrere al contenimento di una specie tramite prelievo se la presenza eccessiva perturba gli equilibri ecologici di un territorio. Ma ciò deve avvenire senza provocare ulteriori disturbi alle altre specie e in generale al complesso degli ecosistemi presenti all’interno di un parco. Per esempio, gli abbattimenti con l’utilizzo della carabina non devono rappresentare un’interferenza alla riproduzione dell’avifauna o degli altri ungulati e devono essere pianificati con grande attenzione nei periodi di minore impatto. Anche la specie umana va tenuta in conto, infatti le attività di contenimento vengono sospese nella stagione estiva per non ostacolare la frequentazione turistica e il lavoro dei pastori durante i mesi della monticazione estiva.

Benessere animale e contenimento dei danni

L’altro aspetto a cui deve essere dedicata una grande attenzione è il rispetto del benessere animale. Nel caso di cattura con le trappole, occorre procedere tempestivamente con la soppressione degli individui, anche in orario notturno, per evitare lunghe e penose permanenze all’interno delle gabbie. Quando si ricorre agli appostamenti, deve essere effettuato esclusivamente il tiro ravvicinato per aumentare le probabilità di successo del colpo e per procedere a una selezione più accurata del capo da prelevare. Anche in questo caso si opera con il favore delle tenebre utilizzando i visori notturni e, quando possibile, si garantisce la presenza di Cherz, il cane da traccia pronto a intervenire quando il cinghiale dovesse essere soltanto ferito.

Sempre per venire incontro alle esigenze umane, si concentrano le operazioni nelle zone dove vengono segnalati i maggiori danni provocati dai cinghiali anche per un’ulteriore azione dissuasiva. Recentemente nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana sono state organizzate alcune operazioni in una zona ai confini con un’area residenziale dove alcuni cittadini hanno denunciato la presenza di branchi di cinghiali che sconfinano dal territorio collinare in orario notturno.

Redistribuzione della carne

Infine, i Parchi delle Alpi Cozie hanno attivato una specifica filiera per la gestione delle carcasse degli animali abbattuti che, senza guadagno né spese per l’Ente Parco, prevede l’utilizzo della carne che viene destinata alle famiglie bisognose del territorio o a coloro che hanno subito danni sui propri terreni.

Per un ulteriore approfondimento rimandiamo all'articolo che racconta in dettaglio l’iniziativa che, nel frattempo si è ampliata coinvolgendo anche un progetto contro lo spreco alimentare sviluppato dal Comune di Avigliana.