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A Mompantero inaugurata la Via delle Pietre Parlanti

8 octobre 2026

Sabato 26 settembre, nell'ambito del progetto Campi a Muricci e Pietre Parlanti. La valorizzazione di un paesaggio rupestre medievale e moderno a Mompantero, si è svolta l'inaugurazione del nuovo itinerario archeologico la Via delle Pietre Parlanti, sviluppato dall'associazione Aipsam Il Patrimonio Storico-Ambientale in collaborazione con il Comune di Mompantero e l'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie che gestisce la Zona Speciale di Conservazione Oasi Xerotermiche della Valle di Susa.

Nell'area del Rocciamelone, le attività legate all'agricoltura e alla pastorizia sono state accompagnate nei secoli da una viva attività grafica e comunicativa che ha lasciato una ricca produzione di figure e iscrizioni su roccia, di vario tema e varia età. Il progetto di Aipsam ha l'obiettivo di rilevare, valorizzare e rendere fruibili le emergenze storico-ambientali legate all'utilizzo agrario del territorio (muretti a secco di contenimento e muri divisori tra gli appezzamenti, mulattiere, scalinate, canali e opere di regimazione delle acque) e le manifestazioni grafiche su roccia. Tutti elementi che sono destinati a deteriorarsi gravemente nei prossimi 100 anni, senza che al momento esistano reali possibilità di conservazione sul lungo periodo.

Un nutrito gruppo di partecipanti ha percorso un tratto dell'itinerario lungo il quale i Parchi Alpi Cozie e il Comune di Mompantero avevano preventivamente provveduto a installare i pali segnaletici con indicazione dei siti e degli itinerari da seguire per raggiungerli.
Dal Masso del pellegrino in regione Ecovà (740 m) al Fregio dei balestrieri in regione Rocca del Chiodo (1030 m), gli archeologi Maurizio Rossi e Anna Gattiglia hanno illustrato il territorio, la sua storia e il progetto che stanno conducendo, che ha consentito di definire una nuova cronologia di petroglifi (incisioni su rocce affioranti) e pitture rupestri monocrome a calce attribuiti ad un periodo che va dal tardo medioevo (XI/XII secolo d.C.) al secolo scorso e non alla protostoria (VII secolo a.C.) come precedentemente ipotizzato. La recente datazione dei petroglifi si è basata sullo studio comparato della paleografia, delle date di calendario associate alle iscrizioni alfabetiche, delle sovrapposizioni tra petroglifi di età successive, che consentono di costruire una cronologia relativa, tenendo conto anche dell'alterazione dei calcescisti marmorei che viene quantificata in più di 4.5 mm ogni mille anni. 

Durante la visita è stata collaudata la piattaforma digitale, presentata poi nel pomeriggio presso la sala consiliare del Comune di Mompantero, attualmente consultabile a questo link sul sito Aipsam.
Le scene a 360° e la struttura generale della piattaforma costituiscono una novità nella presentazione dei siti storico-ambientali, non solo in relazione al grande pubblico, ma anche agli studiosi professionisti. Le gallerie di immagini e i testi consentono un viaggio virtuale lungo il percorso e interessanti approfondimenti.

Il paesaggio rupestre medievale e moderno di Mompantero, nelle sue componenti agricole e grafiche, è soggetto al deterioramento del tempo. Fra 100 anni ben poco resterà dei terrazzamenti e dei vecchi sentieri, ancora meno dei petroglifi, di cui oggi è impossibile rallentare l'usura naturale. 

Come sottolinea il Dottor Maurizio Rossi, presidente dell'associazione Aipsam, "I rilevamenti fatti sono fondamentali a livello di documentazione, ma la fragilità del patrimonio non giustifica che esso sia tenuto nascosto, pur con intenti di protezione. Il programma Campi a muricci e pietre parlanti vuole valorizzare tale patrimonio, facendolo conoscere al maggior numero di persone, finchè è possibile, affidando la durata di questa conoscenza al comportamento responsabile dei visitatori.

Il coinvolgimento delle scuole è necessario non solo nell'ottica dell'istruzione, ma soprattutto in quella della creazione della consapevolezza che il lavoro nel campo dei beni culturali non è fine a sé stesso ma crea conoscenza e reddito anche fra chi, per inclinazione personale, non ha un particolare interesse per la storia: su questo si è insistito con gli studenti del Liceo scientifico di Bussoleno che, nell'ambito dell'iniziativa, hanno partecipato al percorso di Formazione Scuola Lavoro.
Quello attuato è un esperimento. Si vedrà se, come ci si attende, avere evidenziato e delimitato alcuni siti-campione, che nessuno dal 1990 aveva pensato di proteggere pur ritenendoli protostorici, servirà a evitare interventi dannosi da parte di persone non malintenzionate, ma solo non istruite (donde l'importanza del rapporto con la scuola). D'altra parte, i petroglifi e i terrazzamenti fra 100 anni forse non esisteranno quasi più, causa consunzione e abbandono, per cui, o se ne fruisce adesso o mai più."