Il progetto creato dalle Aree Protette delle Alpi Cozie sul sito internet iNaturalist festeggia le 100 mila segnalazioni. Si tratta di un’iniziativa creata nel 2017 sul prestigioso portale web americano per raccogliere e archiviare osservazioni naturalistiche raccolte da specialisti o da semplici appassionati secondo i principi della citizen science o scienza partecipata.
Semplificando, possiamo definire iNaturalist un social network ecologico in cui tutti possono caricare immagini georeferenziate di osservazioni naturalistiche che vengono messe a disposizione dell’intera comunità di utilizzatori per la validazione e per successiva documentazione. Al suo interno, è stato creato un progetto per la condivisione dei contributi raccolti all’interno dei Parchi, delle Riserve Naturali e dei siti della Rete Natura 2000 gestiti dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie grazie all’impegno di Luca Maurino, funzionario dell’Area Biodiversità dell’Ente Parco.
«L’idea di puntare su questa piattaforma – racconta Maurino – era sorta ormai più di 10 anni fa, quando il sito di iNaturalist non godeva certamente della grande diffusione che ha raggiunto oggi: era da poco diventata un’iniziativa congiunta dell’Accademia delle Scienze della California e della Fondazione National Geographic. Dal punto di vista dell’Ente Parco, ne avevamo individuato le enormi potenzialità nell’avvicinare il mondo accademico e scientifico ufficiale a un grande bacino di studiosi amatoriali e semplici appassionati di ecologia. Il risultato di oltre 100 mila segnalazioni raccolte ha ampiamente superato le nostre aspettative. Ma quel che è più interessante è la qualità delle osservazioni che hanno consentito di censire e geolocalizzare specie rare o a rischio di estinzione appartenenti a fauna e flora. Senza dimenticare il grande merito di coinvolgere il personale dell’Ente e i frequentatori dei nostri territori in un appassionante lavoro di raccolta delle segnalazioni che vengono poi sottoposte a un successivo processo di validazione scientifica peer to peer che, nel caso del progetto delle Aree Protette delle Alpi Cozie, ha già coinvolto quasi 4000 identificatori».
L’invito, quindi, è di continuare a contribuire al seguente link per fornire, con l’aiuto delle nuove tecnologie, una panoramica sempre più aggiornata e completa delle specie presenti nei Parchi delle Alpi Cozie.