Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2026
Le Aree Protette sono laboratori a cielo aperto dove si sperimenta la convivenza tra esseri umani e ambiente naturale. L'obiettivo è tutelare un patrimonio ecologico raro e prezioso nel rispetto delle attività economiche e ricreative di coloro che vivono e lavorano nei Parchi, oppure li frequentano per svago.
Anzi, la fruizione di un'area protetta è incentivata perché consente al pubblico di osservare da vicino le meraviglie ambientali conservate e protette.
Per orientarsi tra leggi e regolamenti che normano le attività umane nelle Aree Protette delle Alpi Cozie e per agevolare i turisti che le visitano, viene presentato un agile decalogo di norme e consigli da rispettare per evitare di danneggiare il patrimonio ecologico e di incappare in spiacevoli sanzioni pecuniarie.
Illustrazione - di E. Giuliano
Nei Parchi e nelle Riserve Naturali, oltre che nei Siti della Rete Natura 2000, il sorvolo di qualsiasi velivolo è vietato al di sotto di 500 metri dal livello del terreno. Qualsiasi oggetto volante rappresenta un disturbo altamente impattante per la fauna terrestre e per l'avifauna. Questo vale per i droni - nonostante le piccole dimensioni - e per alianti, parapendii e deltaplani.
Il divieto di sorvolo si applica, ovviamente, anche a elicotteri e aeroplani ad eccezione dei mezzi di soccorso oppure dei mezzi opportunamente autorizzati dall'Ente Parco per la realizzazione di lavori in quota.
Illustrazione - di V. Mangini
Può sembrare ovvio, ma occorre ribadirlo: è vietato abbandonare rifiuti di qualsiasi genere in natura!
Tutti i resti del nostro passaggio devono tornare a valle con noi per essere smaltiti negli opportuni bidoni dell'immondizia.
I rifiuti non biodegradabili, in quanto tali, rimarranno per sempre negli ambienti in cui vengono abbandonati. Questo discorso vale soprattutto per la plastica, anche sottile come un sacchetto, che è sostanzialmente indistruttibile.
Anche i rifiuti biodegradabili hanno un impatto sulla montagna perché il loro processo di decomposizione e degrado può richiedere decine di anni. Nel frattempo possono ferire la fauna, come nel caso di vetro e metalli, oppure rappresentare delle trappole mortali per anfibi, rettili e insetti come nel caso di bottiglie e lattine. Senza dimenticare l'impatto visivo di uno scenario naturale rovinato dai resti di un pic-nic o una merenda.
Infine è importante riportare a valle anche i rifiuti organici. Resti di cibo abbandonati nell'ambiente possono abituare la fauna selvatica a nutrirsi di rifiuti invece che procurarsi il cibo naturalmente. Senza dimenticare che anche la buccia di un frutto necessiterà di lunghe tempistiche per degradarsi e continuerà per settimane o mesi a imbrattare lo scenario naturale.
Illustrazione - di E. Giuliano
Anche un semplice sentiero ha un impatto sull'ambiente perché il calpestio del suolo provoca situazioni di erosione e di danneggiamento della cotica erbosa. E' quindi importante concentrare la nostra impronta - e le nostre impronte - su una porzione di territorio ben definita evitando di allontanarsi dai sentieri. Oltretutto si riduce il disturbo sulla fauna.
Illustrazione - di E. Giuliano
Partire per un escursione in uno splendido scenario naturale insieme al proprio cane è un'esperienza indimenticabile per il padrone e per l'amico a quattro zampe. Nelle Aree Protette delle Alpi Cozie, però, è consigliato - oltre che obbligatorio - l'uso del guinzaglio.
Le ragioni di ciò sono spiegate in dettaglio nell'articolo "Un legame di sicurezza: cani al guinzaglio nei Parchi" pubblicato all'interno della rubrica "I motivi di un divieto".
Illustrazione - di E. Giuliano
Nei Parchi delle Alpi Cozie è vietata la raccolta di fauna, flora e minerali, così come il danneggiamento del patrimonio naturale.
I divieti imposti dalle leggi non nascono dai comportamenti sbagliati di una o poche persone ma dal pericolo costituito da singole azioni – ognuna poco influente – moltiplicate per cento o mille. Siccome i frequentatori delle aree protette sono milioni, un Ente Parco ha il compito di vigilare sui piccoli gesti che, spesso generati da ignoranza, possono avere complessivamente un grande impatto sulle specie più delicate.
In aggiunta occorre citare anche la raccolta dei funghi che nelle aree protette è consentita, previo acquisto del titolo.
Nella rubrica "I motivi di un divieto" abbiamo approfondito e spiegato la questione con i seguenti articoli: "Anfibi: tutela e gestione", "Quel mazzolin di fiori e la tutela della flora spontanea" e "Funghi, patrimonio dell'ambiente e delle tradizioni popolari".
Illustrazione - di E. Giuliano
Circolare e parcheggiare con mezzi motorizzati su percorsi fuoristrada è vietato in tutta la Regione Piemonte. Nelle Aree Protette delle Alpi Cozie il divieto viene esteso anche a certi percorsi della viabilità ordinaria, comprese strade comunali o provinciali.
"Solo se necessario. I mezzi motorizzati nel parco" è l'articolo della rubrica "I motivi di un divieto" che spiega le ragioni delle limitazioni in vigore alla circolazione con auto e moto nelle Aree Protette delle Alpi Cozie.
Illustrazione - di E. Giuliano
Campeggiare o bivaccare influisce sugli equilibri ecologici della natura provocando un eccessivo calpestamento dei pascoli e il disturbo della fauna selvatica proprio nelle ore di maggiore attività.
Illustrazione - di V. Mangini
Nei Parchi e nelle Riserve Naturali delle Alpi Cozie è sempre vietata l'accensione di fuochi ad eccezione delle aree autorizzate dove si possono utilizzare fornelli da campo o attrezzature per la cottura di cibo.
Illustrazione - di E. Giuliano
Il rumore è un'importante fonte di disturbo per la fauna selvatica. Nei Parchi e nelle Riserve Naturali gestite dalle Aree Protette delle Alpi Cozie, è vietato l'utilizzo di apparecchi radio, televisivi e riproduttori di suoni e musica di qualsiasi genere, al di fuori delle aree attrezzate individuate e segnalate.
Illustrazione - di E. Giuliano
Gli ambienti acquatici sono particolarmente delicati e richiedono un'attenzione particolare per tutelare un bene prezioso come l'acqua.
Illustrazione - di E. Giuliano