Il mulino idraulico di Salbertrand, inserito nel percorso di visita dell'Ecomuseo Colombano Romean, consente di ripercorrere 800 anni di storia dell’utilizzo dell’acqua, dai diritti feudali di molitura all’arrivo della corrente elettrica.
La Cappella dell’Annunciazione in località Oulme di Salbertrand, inserita nel percorso di visita dell'ecomuseo Colombano Romean: un tesoro ritrovato!
Depliant dell'Ecomuseo Colombano Romean dedicato ai Tesori della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista a Salbertrand.
Quali sono i cambiamenti sul territorio del Gran Bosco di Salbertrand dopo quasi trent'anni di protezione? Come stanno gli animali del Parco? Chi sono?
Gli autori entrano nei particolari della gestione faunistica del cervo reintrodotto vent'anni prima dell'istituzione del Parco. Il ripopolamento è stato un successo e i bramiti rimbalzano tra le creste nella stagione degli amori.
Nel momento del libro era accertato che i lupi erano tornati sulle piste del Gran Bosco e gli interrogativi su cosa avrebbero portato erano densi di aspettativa.
Soggetti e forze in campo cambiano con il tempo, il Gran Bosco risponde.
Storia della reintroduzione dello Stambecco in Val Troncea con inquadratura iniziale su origine della specie, biologia e periodo buio dell'estinzione. Fotografie e cartine tematiche chiariscono il testo e rendono conto dell'affetto degli autori per il progetto e per il territorio.
Il lavoro di squadra all'interno del Parco e nelle aree confinanti di successiva reintroduzione è uno dei tasselli del successo del ritorno dello stambecco sull'arco alpino che si consolida di anno in anno, con l'estendersi di una continuità territoriale tra nuclei inizialmente separati.
Catalogo della mostra 'Il ritorno dello stambecco in val Chisone e in val Troncea' del 2003.
Il libretto ripercorre con il percorso della mostra le tappe del ritorno dello stambecco intorno al Parco naturale della val Troncea che può essere approfondito nel Quaderno del Parco n°1 'Lo Stambecco in val Troncea e val Germanasca'
Scialli, foulard, copricapi e grembiuli negli abiti della festa e in quelli di uso quotidiano definiscono ogni valle per il modo in cui sono cuciti o abbinati, caratterizzati da segni distintivi a seconda dei momenti della vita.
Molti dei tessuti e nastri venivano da Oltralpe e raccontano di stagioni dure in cui le famiglie erano divise per lavori stagionali.
La ricerca su cui si basa il Quaderno del Parco n°2 della val Troncea ha ancora molto da approfondire e lascia il seme di un progetto di produzione di nastri di seta tradizionali ormai introvabili.