Zecca in azione
Con gli inverni sempre meno freddi e la primavera che avanza, iniziano le segnalazioni di incontri ravvicinati con zecche.
Questi parassiti ematofagi, appartenenti alla classe degli aracnidi, si nutrono normalmente sulla fauna selvatica e domestica ma non disdegnano l'uomo qualora ne entrino a contatto.
Vivono in montagna così come in collina o in pianura. Si trovano sull’erba e sugli arbusti, soprattutto nei boschi, in ambienti umidi e freschi frequentati dagli animali selvatici, fino a oltre 1800 metri di quota.
Il periodo di massima attività è maggio-ottobre, ma a causa degli inverni sempre più miti è possibile trovarle anche in altri momenti.
Aspettano il passaggio di un ospite per attaccarsi e compiere il pasto di sangue che può durare alcuni giorni, poi cadono spontaneamente a terra.
Non saltano e non volano!
Il loro morso non è doloroso, quindi spesso non ci si accorge della loro presenza.
Ogni anno l'Ente Parco, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università degli studi di Torino, esegue monitoraggi ripetuti che rilevano un graduale aumento della quota a cui si può ritrovare il parassita e un incremento del rischio di trasmissione di patologie all’uomo.
Le indagini mirano a valutare il rischio per i fruitori dei parchi (personale interno, turisti, escursionisti, cercatori di funghi...) di venire a contatto con zecche vettori di patogeni come Borrelia burgdorferi, agente della malattia di Lyme nell’uomo.
La puntura di zecca non va mai sottovalutata. Dato che la sua presenza è sempre più abbondante e diffusa, è importante sapere come evitare o come affrontare l'eventuale morso, per non rischiare malattie che possono anche rivelarsi serie.
Prevenire è meglio che curare!
L'asportazione precoce della zecca è fondamentale per impedire la trasmissione di agenti infettivi.
Zecche istruzioni per l'uso è l'opuscolo informativo curato dai Parchi delle Alpi Cozie in collaborazione con professori e ricercatori del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università degli studi di Torino, realizzato graficamente da Christian Belletti. Un importante strumento dove trovare risposte chiare e precise alle domande più comuni: Cosa sono le zecche? Come sono fatte? Dove vivono? Come proteggersi? Cosa fare in caso di puntura? Sono pericolose? Cosa si sta facendo?
Ricordiamo che una quota del contributo del 5x1000 all'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie è finalizzata a questa ricerca.
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