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Aquila reale

Regalità nei cieli delle Alpi

Stato di conservazione IUCN:

LC - Bassa preoccupazione

LC - Bassa preoccupazione

info

Classificazione:

Nome comune: aquila reale
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Classe: Aves
Ordine: Accipitriformes
Famiglia: Accipitridae
Sottofamiglia: Aquilinae
Genere: Aquila
Specie: Aquila chrysaetos

Habitat:

Rilievi montuosi dell’arco alpino degli appennini e di Sicilia e Sardegna. Privilegia ambienti aperti e praterie per la caccia e zone rupestri per la nidificazione. 

Descrizione

Maestosa e inconfondibile, l’aquila reale è il più grande rapace presente stabilmente sulle Alpi e uno dei simboli più evocativi degli ambienti montani. Diffusa in gran parte dell’emisfero settentrionale, in Italia trova il suo principale areale lungo tutta la catena alpina. 
Con un’apertura alare che può superare i 2 metri, l’aquila reale è tra i più imponenti uccelli europei. Il piumaggio è generalmente bruno scuro, con riflessi dorati su testa e nuca, da cui deriva il nome. Le femmine, più grandi dei maschi, possono raggiungere i 6–7 kg di peso .
I giovani sono facilmente riconoscibili per le macchie bianche sulle ali e sulla coda, caratteristiche che scompaiono con la maturità.

Habitat e distribuzione

Si ritiene che in passato la sua popolazione fosse distribuita in tutto l’emisfero settentrionale, anche nelle zone di pianura e collina. In seguito, con l’antropizzazione, si è trasformata in specie tipicamente montana, che frequenta ambienti aperti e selvaggi: pareti rocciose, creste, praterie alpine e zone rupestri. Necessita di ampi territori, dove alterna aree di nidificazione (generalmente su pareti inaccessibili) a vaste superfici di caccia .
Nelle Alpi occidentali, comprese le Aree Protette delle Alpi Cozie, l’aquila reale è una presenza regolare e ben distribuita. Qui trova condizioni ideali: abbondanza di prede e un mosaico di habitat che favorisce sia la nidificazione sia l’attività trofica. La specie è sedentaria e le coppie occupano territori stabili per molti anni.

Alimentazione e comportamento

Predatore apicale, l’aquila reale si nutre soprattutto di mammiferi di medie dimensioni (come marmotte, lepri e giovani ungulati), ma integra la dieta con uccelli e carcasse .
Caccia solitamente in coppia sfruttando le correnti ascensionali: veleggiando ad alta quota oppure si avvicinandosi al suolo con voli radenti, solitamente un individuo distrae le prede mentre l’altro le coglie di sorpresa. La sua vista straordinaria le consente di individuare movimenti anche a grande distanza.
Riproduzione
Le coppie sono generalmente stabili per tutta la vita e profondamente territoriali occupando territori ben definiti. Il periodo riproduttivo inizia tra fine inverno e inizio primavera, preceduto da spettacolari voli nuziali.
Costruiscono più nidi all’interno del proprio territorio di caccia, scegliendo di volta in volta quello che ritengono più adatto per la deposizione delle uova. Solitamente i nidi si trovano in posizione più bassa rispetto al territorio di caccia per facilitare il trasporto delle prede. La femmina depone di norma due uova, ma spesso solo un giovane riesce a sopravvivere. L’involo avviene dopo circa due mesi, mentre l’indipendenza completa richiede diversi mesi .

Presenza nelle Alpi Cozie

Nelle Aree Protette delle Alpi Cozie l’aquila reale rappresenta una delle specie più emblematiche dell’avifauna alpina. È osservabile lungo le principali vallate, dove sorvola creste e versanti aperti alla ricerca di prede.
La presenza di coppie territoriali indica un buono stato di conservazione degli ecosistemi montani: l’aquila, infatti, richiede ambienti integri e ricchi di biodiversità. Come in altre aree protette alpine, anche qui il monitoraggio delle coppie nidificanti è uno strumento fondamentale per valutare la qualità ambientale.

Stato di conservazione e minacce

Su scala globale la specie è classificata come “a minor preoccupazione”, ma in Italia è considerata prossima alla minaccia .
Le principali criticità riguardano:
    • disturbo umano nei siti di nidificazione; 
    • riduzione delle prede in alcune aree; 
    • riduzione di habitat aperti a causa dell’avanzamento delle foreste, con conseguente riduzione dei territori di caccia;
    • collisioni con infrastrutture (cavi, impianti); 
    • bracconaggio, oggi molto ridotto ma storicamente rilevante; 
    • saturnismo, cioè avvelenamento da piombo causato dalle munizioni utilizzate a scopo venatorio. 
La tutela degli ambienti montani e la gestione sostenibile del territorio sono elementi chiave per garantire la conservazione della specie.

Curiosità

    • L’aquila reale può sfruttare le correnti ascensionali per volare per lunghi tratti senza battere le ali. 
    • Nonostante la fama, non è in grado di trasportare grandi prede in volo se non in condizioni favorevoli. 
    • È una specie “bandiera”: la sua presenza segnala ecosistemi alpini ben conservati.