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Colombano Romean, il Pertus e "Il dono dell'acqua"

3 septembre 2026

Con le sue tre repliche, lo spettacolo teatrale itinerante “Il dono dell’acqua” prodotto e messo in scena da ArTeMuDa per celebrare i cinquecento anni dall’inizio dello scavo del Pertus di Colombano Romean ha registrato il tutto esaurito e l’entusiasmo del pubblico. Lo spettacolo, nato all’interno del progetto “Colombano 500” realizzato in collaborazione con il Comune di Exilles e l’Ecomuseo Colombano Romean gestitoda Parchi Alpi Cozie, ha debuttato il 4 luglio scorso al termine del Convegno dedicato alla mirabile opera idraulica dello scalpellino di Ramats, nella suggestiva cornice del Forte di Exilles, per poi essere ripreso a Cels il 1° agosto, toccando tutte e tre le incantevoli borgate e, infine, sabato 29 agosto tra le vie di Salbertrand e i siti dell’Ecomuseo Colombano Romean, dove il folto pubblico è stato accompagnato dalla musica di Ricky Avataneo e dalla sua ballata sul Pertus.

Lo spettacolo inizia con la lettura da parte del notaio del contratto firmato tra le comunità di Cels e Ramats e lo scalpellino, per l’occasione giunto da Saint Gilles in Provenza dove era andato ad apprendere il mestiere. L’incontro tra il Commendatore Felice Chiapusso e il Cavalier Beniamino Caso parlamentari del neonato Regno d’Italia e soci del Club Alpino Italiano, uno della Sezione di Susa l’altro di quella di Napoli, per porre una lapide al Pertus in onore del Romean e della sua mirabile opera, è anche occasione per raccontare la nascita del CAI all’indomani dell’Unità d’Italia.

Colombano Romean fa la sua apparizione in un dialogo con la Montagna in cui cerca di convincerla a cedere il passo per portare l’acqua agli uomini delle due comunità. L’eroico scalpellino racconta poi, in lingua occitana di Ramats con traduzione in italiano, la sua fatica e il compenso pattuito. Non manca poi la leggenda che vorrebbe gli abitanti intenzionati a ucciderlo per non pagare quanto dovuto per la realizzazione dell’opera, ma lui riesce a gabbarli e a terminare trionfalmente il suo compito. L’Acqua, impersonata da un’attrice con un costume che richiama le balze di un ruscello, scaturisce portando la vita là dove prima la terra era infeconda.

Nell’ultima scena Colombano che ha donato l’acqua agli uomini, per questo punito con l’idropisia e la cirrosi che lo corrodono, incontra Prometeo che ha donato il fuoco agli uomini ed è punito da Zeus che lo ha incatenato alla montagna mentre un’aquila scende a pascersi del suo fegato. Il suggestivo incontro tra lo scalpellino mortale e il Titano immortale è un momento di riflessione sul progresso umano, sull’ingratitudine degli uomini e sulla preziosità del dono.

La collaborazione tra ArTeMuDa e Ecomuseo Colombano Romean prosegue sabato 5 settembre con la passeggiata teatralizzata Berlicche e i misteri del Gran Bosco

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