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La stagione di Zerynthia polyxena

March 31, 2026
Monitoraggio di Zerynthia polyxena

Monitoraggio di Zerynthia polyxena - Davide Giuliano

Nei Parchi Alpi Cozie riprendono i monitoraggi delle Specie in Direttiva Habitat (uno dei più importanti strumenti normativi a livello europeo per la conservazione della flora, della fauna e degli habitat che le ospitano).
Per garantire la salvaguardia della biodiversità, l'Unione Europea richiede infatti un monitoraggio e una valutazione periodica dello stato di conservazione delle specie e degli habitat prioritari, una verifica dell'efficacia delle misure di gestione effettute sia all'interno che all'esterno della Rete Natura 2000 e un'attenta analisi dei fattori di pressione e di minaccia che ne influenzano la sopravvivenza.    

Nei giorni scorsi, nel Parco naturale Orsiera Rocciavré, sono stati osservati i primi esemplari di Zerynthia polyxena, la farfalla diurna appartenente alla Famiglia Papilionidae inserita nell'allegato IV della Direttiva Habitat e in quanto tale considerata specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa

Zerynthia polyxena è una specie "univoltina" (compie una sola generazione - uovo-larva-crisalide-adulto - all'anno). La si vede volare solo da marzo a maggio quando si accoppia e depone le uova sulle piante nutrici della specie Aristolochia pallida di cui si nutriranno le larve nel periodo estivo. Trascorre l’inverno allo stadio di crisalide.
Fortemente minacciata dalla sottrazione di habitat dovuta all'urbanizzazione e all'intensificazione dell'agricoltura ma anche dall'abbandono delle aree aperte e dai cambiamenti climatici, è presente in Italia solo a Nord del Po e nelle Alpi Liguri, a Est fino al Monte Beigua (SV) .

Come ci racconta Davide Giuliano, guardiaparco Parchi Alpi Cozie che, insieme al collega Andrea Pane, si occupa del monitoraggio della specie in Val Chisone, "gli stati membri del'Unione europea hanno l'obbligo di monitorare questa specie in quanto inserita nell'allegato IV della Direttiva Habitat. In Italia, il Ministero dell'Ambiente e Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - hanno delegato le Regioni che a loro volta incaricano gli Enti Parco di svolgere il monitoraggio nei territori di competenza. 
Nei Parchi Alpi Cozie o nei territori strettamente limitrofi sono seguite più stazioni di monitoraggio fisse specifiche per Zerynthia, scelte tra le varie località di presenza note, per valutare l'andamento della popolazione.
 In ogni area è stato individuato un transetto che si percorre con cadenza settimanale nel periodo di volo della farfalla per poter registrare, di anno in anno, il numero di esemplari rilevati e eventuali problematiche che ne possono compromettere la sopravvivenza.
In molti dei nostri siti di monitoraggio si percepisce la situazione di progressiva contrazione del suo habitat e la difficoltà di conservazione delle aree aperte: vecchi coltivi o pascoli che un tempo erano spazi aperti oggi sono abbandonati e ricolonizzati da arbusti e alberi con conseguente perdita delle sue piante nutrici. 
Zerynthia è una specie che ha benificiato in passato della gestione tradizionale del territorio da parte dell'uomo e adesso con l'abbandono rischiamo di veder sparire".