Nella serata di venerdì 26 giugno, è stata sperimentata una nuova tecnica di pesca al pesce siluro nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Si tratta di un’attività scientifica volta all’individuazione, con l’utilizzo di un ecoscandaglio, degli esemplari più grandi di Silurus glanis che abitualmente stazionano nelle zone più profonde dei laghi. L’apparecchiatura, montata su un’apposita imbarcazione, utilizza la tecnologia idro-acustica (emissione e ricezione di ultrasuoni nell’acqua) con cui è in grado di segnalare la presenza dei pesci indicandone dimensioni e profondità e consentendo di determinarne la specie sulla base della forma riprodotta su uno schermo. In seguito si procede con l’attività di cattura utilizzando un’esca artificiale che viene calata in acqua in prossimità dell’esemplare identificato. Le operazioni sono state effettuate da una squadra di ittiologi incaricati dai Parchi delle Alpi Cozie con il supporto del personale guardiaparco.
Dopo che negli scorsi mesi le attività di cattura del predatore acquatico si sono concentrate soprattutto nella zona spondale del Lago Grande di Avigliana, tramite l’utilizzo dell’elettropesca da parte degli ittiologi incaricati e della pesca all’amo con una squadra di pescatori amatoriali appositamente formati dall’Ente Parco, la sperimentazione con l’ecoscandaglio consente di avviare una terza fase di lavoro focalizzata al prelievo degli individui più grandi di Silurus glanis.
In particolare, la sessione del 26 giugno svoltasi nel Lago Grande ha consentito di individuare oltre una trentina di individui di grossa taglia, tra cui uno lungo circa 2 metri, che si mantenevano a una profondità media tra i 6 e gli 8 metri. Presumibilmente a causa delle temperature elevate che li rendevano apatici, solo 4 hanno abboccato consentendo il prelievo di circa 28 kg di biomassa. Piccola nota a margine, gli ittiologi che hanno utilizzato l’ecoscandaglio sono stati piacevolmente sorpresi dall’abbondanza di ittiofauna presente nel lago confermando, seppur empiricamente, i risultati del più recente monitoraggio che restituiva l’impressione di una comunità ittica sostanzialmente in salute.
Al di là del risultato contenuto delle catture, l’utilizzo dell’ecoscandaglio si è rivelato una valida risorsa aggiuntiva alle tecniche adottate finora nelle attività del Life Predator grazie alla possibilità di adottare una tecnica di pesca molto mirata e selettiva che verrà ulteriormente sperimentata nel prosieguo del progetto.