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Processionaria: cosa fare?

26 mars 2026

Anche quest'anno, soprattutto nelle pinete di pino silvestre dei versanti più caldi e soleggiati, sono evidenti i danni causati dalla processionaria sul pino silvestre. 

Il personale dei Parchi Alpi Cozie riceve parecchie segnalazioni e richieste da parte di fruitori preoccupati dall’elevata presenza di processionaria anche all’interno delle aree protette gestite dall’Ente. 
"Purtroppo alle fluttuazioni cicliche di maggiore/minore infestazione, si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici: gli inverni miti degli ultimi anni hanno consentito una maggior sopravvivenza delle larve con un incremento delle popolazioni che si sviluppano a quote sempre più elevate" ci spiega Elisa Ramassa guardiaparco nel Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand.

La processionaria del pino, Thaumetopoea pityocampa (Denis & Schiffermüller) è un lepidottero defogliatore che può causare ingenti danni alla vegetazione delle piante ospiti (principalmente i pini Pinus nigra e Pinus sylvestris).
Il ciclo di sviluppo della processionaria è annuale e si divide in quattro fasi: uovo, larva, crisalide e farfalla. Se le farfalle, piccole e bianche, passano spesso inosservate, sono le larve a destare preoccupazione per i loro peli urticanti che, liberati nell'ambiente e/o in seguito a contatto, possono provocare irritazioni cutanee alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie di persone o  animali.

Dalle uova che si schiudono a fine estate escono le larve che durante i primi stadi di sviluppo si nutrono degli aghi e formano pre-nidi.
Le larve, di colore marrone-grigiastro, gialle ai lati e nella parte ventrale, presentano ciuffi di peli color ruggine che risultano urticanti a partire dal 3° stadio.
Durante i mesi invernali (novembre-gennaio) le larve raggiungono il 4° stadio e costruiscono il nido definitivo: il caratteristico bozzolo filamentoso simile a un grande batuffolo di cotone, entro cui crescono protette dal freddo cibandosi degli aghi della pianta che li ospita. Raggiunto il 5° stadio, tra febbraio e aprile, i bruchi scendono dall'albero in fila indiana (come in "processione"), per interrarsi e successivamente impuparsi e concludere la metamorfosi trasformandosi in farfalle tra giugno e settembre, pronte a riprodursi ed iniziare un nuovo ciclo.

I peli urticanti dei bruchi possono provocare intense irritazioni anche alla cute e alle mucose degli esseri umani e degli animali domestici, proprio nel momento in cui è più facile incontrarli, cioè durante la fase migratoria dalle chiome degli alberi al suolo.

"I cambiamenti climatici che presentano inverni sempre più secchi e miti hanno favorito la proliferazione della specie e hanno anticipato il periodo di maturazione delle larve che si possono spesso osservare in processione già nelle giornate più calde di dicembre e gennaio. Naturalmente, i bruchi di processionaria danneggiano profondamente anche le piante che li ospitano consumandone gli aghi" racconta Ramassa.

Ma allora cosa fare?
Il Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007 che rendeva obbligatoria la lotta alla processionaria è stato abrogato con il Decreto Ministeriale 6 dicembre 2021. Di conseguenza gli interventi di gestione della problematica sono demandati ai Comuni laddove si verifichino rischi per la salute umana e degli animali domestici.

"Nei boschi si tende a non intervenire sia per difficoltà e onerosità degli interventi e rigide limitazioni sull'impiego di insetticidi in ambienti naturali sia perchè gli attacchi non risultano in genere letali per le piante. Nei luoghi più antropizzati, una efficace possibilità di contrasto, senza spargere sostanze dannose andare a ledere altri organismi, è l'asportazione meccanica con applicazione di collari trappola per ogni pianta per raccogliere le larve in discesa lungo i tronchi. Questo metodo è risolutivo per giardini privati, parchi giochi o comunque aree delimitate con poche piante infestate. 
Al momento, operazioni di taglio e abbruciamento non sono previste e potrebbero essere comunque irrealizzabili su larga scala"
conclude Ramassa. 

Ecco alcuni consigli sulle precauzioni da adottare:

  • Evitare di sostare in prossimità delle piante e/o delle aree infestate.
  • Evitare di asportare e/o toccare i nidi con mezzi e modalità non idonei e senza adeguate protezioni perché si potrebbe venire a contatto con le larve eventualmente presenti all’interno.
  • Nelle zone infestate non raccogliere le larve né effettuare lavori che possano diffondere nell’aria i peli urticanti (rastrellamento delle foglie, sfalcio dell’erba).
  • Tenere sotto controllo bambini e animali domestici.
  • Per gli addetti del settore, è necessario indossare dispositivi di protezione individuale (tuta, occhiali, guanti e maschere).

"Se avete un cane, oltre a tenerlo al guinzaglio, il consiglio è di valutare passeggiate in aree alternative, dove non ci sia la pineta, almeno fino a metà aprile quando termina il periodo di spostamento sul terreno dei bruchi urticanti" è l'ultimo consiglio che ci dà la guardiaparco.  

In caso di contatto con i peli urticanti di processionaria si consiglia di:

  • fare tempestivamente una doccia;
  • cambiare gli abiti sui quali potrebbero ancora essere presenti peli urticanti (maneggiandoli con i guanti);
  • evitare di grattare le zone colpite per non aumentare il prurito e l’infiammazione;
  • lavare gli abiti contaminati ad almeno 60° (maneggiandoli con i guanti);
  • valutare l’uso di rimedi antiallergici topici (creme e gel);
  • recarsi dal medico o presso un Pronto Soccorso.

In caso di ingestione/inalazione di peli urticanti di processionaria da parte di cani, cavalli o altri animali è necessario intervenire immediatamente lavando le aree interessate dal contatto con una soluzione di acqua e bicarbonato (indossando dei guanti in lattice), in maniera tale da allontanare la sostanza urticante dall'animale e inattivare le tossine.

Dopodiché portare immediatamente l’animale dal veterinario dove riceverà le cure specifiche del caso.

Per meglio conoscere la specie e soprattutto capire come comportarsi in caso di presenza e di contatto, è disponibile l'opuscolo informativo realizzato dall'Ente Parchi Alpi Cozie Processionaria del Pino: istruzioni per l'uso.

Link utili:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan/processionaria-pino-thaumetopoea-pityocampa