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Una sessione fruttuosa di pesca scientifica al pesce siluro

29 Aprile 2026

Dal 16 al 23 aprile scorsi, si è svolta un’importante sessione di pesca scientifica al pesce siluro nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Le operazioni sono state condotte dal personale del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sulle Acque (CNR – IRSA), Coordinatore del Progetto Life Predator, di cui le Aree Protette delle Alpi Cozie sono partner, per il contenimento del Silurus glanis dai bacini d’acqua dolce dell’Europa meridionale dove è una specie aliena invasiva.

Le attività si sono svolte sul Lago Grande di Avigliana dove, in 5 giorni di lavoro, sono stati prelevati 130 individui del predatore acquatico per un totale di 322 kg di biomassa. La tecnica adoperata è quella dell’elettro-pesca: tramite un apposito macchinario montato su una barca, si applica nell’acqua una scarica elettrica che stordisce temporaneamente i pesci consentendo di recuperare gli individui di Silurus glanis con un retino. La squadra di tecnici coadiuvata dal personale guardiaparco dei Parchi delle Alpi Cozie ha concentrato il lavoro lungo le sponde del lago, in particolare nelle zone caratterizzate da piccole cavità e anfratti subacquei dove i pesci siluro amano rifugiarsi. 

Qualche numero

Complessivamente, la lunghezza media dei 130 pesci pescati ammonta a 65 cm per un peso medio di 2,6 kg. Per 97 di loro è stato possibile determinare il sesso che è risultato suddiviso in maniera sostanzialmente uguale: 48 maschi e 49 femmine. L’individuo più grande misurava 120 cm di lunghezza per 10,7 kg di peso, ma complessivamente sono stati catturati numerosi i pesci di piccola taglia e peso inferiore a 1 kg. La squadra ha anche analizzato il contenuto stomacale dei pesci siluro prelevati dal lago rilevando la già nota voracità della specie: in 84 di essi è stato possibile individuare delle prede all’interno dell'apparato digerente, 40 avevano lo stomaco vuoto e su 6 individui non è stato possibile effettuare una determinazione precisa. Da notare che 67 siluri si erano nutriti di gamberi appartenenti presumibilmente alla specie aliena invasiva del Procambarus clarkii, anche detto gambero rosso della Louisiana, mentre in 7 di loro si sono trovate tracce di Dreissena polymorpha o cozza zebrata, considerata anch’essa una specie esotica invasiva. Le altre prede prevalentemente individuate negli stomaci sono persico sole e persico reale, presenti esclusivamente in 15 individui, oppure insieme ai gamberi in 17. 

Un’esperienza da replicare

Dal punto di vista della gestione dell’intervento va sottolineata l’ottima collaborazione ricevuta dai titolari di attività economiche sul lago e in generale da parte dei turisti che non hanno ostacolato l’equipe, esprimendo in diverse occasioni il proprio apprezzamento nei confronti del lavoro svolto. Si prevede quindi di replicare con una nuova sessione intorno alla metà di maggio. Tutte le informazioni saranno fornite anticipatamente non appena saranno individuate le date precise.