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Carnevale 2026 nella vetrina dell'Hotel dieu

Feb. 1, 2026

Nel centro del paese di Salbertrand, nella vetrina dell’Hotel Dieu, ritorna il Carnevale con un allestimento dedicato a riti antichi e maschere tradizionali.

L'aratura della neve, il pupazzo di paglia e il costume del Carnevale, le maschere in legno scolpite dall'artista salbertrandese Dario Milesi, le vizajeřa, sono simboli di una festa di origine antica che ha saputo tramandarsi di generazione in generazione pur contaminandosi e aprendosi alla modernità.

L’allegro e colorato allestimento creato nella vetrina dall’Ecomuseo Colombano Romean con il contributo dell'associazione ArTeMuDa che nel 2006 curò la rievocazione del Carnevale tradizionale di Salbertrand, rende omaggio al Carnavà du Guéini, ossia il Carnevale dei Salbertrandesi, soprannominati da sempre Guéini (dal verbo occitano arguéinā: agitarsi) ossia gente che sa “far festa come si deve”. Lo spirito con cui i giovani di Salbertrand festeggiano il Carnevale, tiene fede a questo soprannome e mantiene vive, ancora oggi, alcune tradizioni sopravvissute al tempo come la sfilata con la müsicca, la distribuzione casa per casa dei turtiòu, la domenica, e la lettura del testamento, con il rogo del Carnevale durante la seconda sfilata che ha luogo ila sera del martedì grasso.

La Müsiccä è componente importante della festa, con la musica tradizionale che si intreccia alle moderne sonorità stereo dei carri. È formata dai componenti della Banda musicale locale che accompagnano le sfilate, il ballo del fantoccio, la lettura del testamento e il rogo finale del Carnevale.

Nella vetrina dell’Hotel Dieu, la pelle del bue e le maschere, insieme all’aratro,  ricordano il rito dell’aratura della neve: un gesto che rappresenta il processo evolutivo di fertilizzazione simbolica della terra. Riti antichi di un tempo festivo ciclico che scandiva il ritorno della luce dopo il buio dell’inverno e che celebrava il risveglio della natura.

Rituali propiziatori, personaggi, gesti e messaggi impressi nella memoria degli anziani del paese sono stati indagati da un’approfondita ricerca antropologica, condotta dalla ricercatrice Lia Zola e pubblicati nel Cahier n°6 dell’Ecomuseo (2009).
Per saperne di più si consiglia la visione del video documentario pubblicato durante il triste periodo pandemico e proposto in video première la sera del Martedì Grasso del 2021.