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29 maggio 1343: firmata la Grand Charte des Escartons

May 29, 2026

Oggi a Sansicario, con una passeggiata a San Restituto, conclusasi con una merenda a Sauze di Cesana, in tanti hanno celebrato l'"Anniversaire de la fondation des Escartons".

Il 29 maggio 1343 a Beauvoir en Royans il Delfino Umberto II e i rappresentanti di oltre 50 comunità a cavallo delle Alpi Cozie sottoscrivevano la Grande Charte des Escartons.

Con essa venivano riconosciuti agli abitanti dei 5 Escartons (Oulx, Pragelato, Briançon, Queyras e Casteldelfino) il diritto di autogovernarsi, privilegi e libertà, anticipando di diversi secoli le principali Leggi Costituzionali del mondo moderno: ottenevano lo status giuridico di uomini liberi, "franchi borghesi".

Le comunità locali confederate potevano eleggere liberamente i propri rappresentanti, si ripartivano tra loro le tasse (da qui il termine "escartoner"), partecipavano alla stesura e applicazione di nuove leggi e acquisivano autonomia in materia di gestione delle risorse quali pascoli, acque e boschi.
Gli abitanti godevano del diritto di movimento all'interno del territorio e della proprietà privata (riconosciuta anche alle donne).
Questa condizione di eccezionale autonomia si rifletteva direttamente nel protocollo d'omaggio al sovrano: essi avevano il diritto esclusivo dei nobili di baciare l'anello del Delfino, al contrario dei sudditi non nobili o dei servi della gleba che, come atto di sottomissione, dovevano inginocchiarsi davanti al signore feudale ed erano obbligati a baciargli il pollice.

Nasceva un'importante forma di democrazia che sarebbe sopravvissuta nelle nostre valli sino al 1713, data del Trattato di Utrecht, che pose fine alla Guerra di Successione Spagnola e in seguito al quale le alte Valli di Susa e Chisone passarono ai Savoia.

Presso Casa Escartons a Pragelato (Parco naturale Val Troncea) e la sede del  Parco naturale Gran Bosco di Salbertrand, due centri di documentazione denominati Spazio Escartons raccontano questa significativa parte di storia delle alte Valli che ha forgiato la nostra identità sociale e culturale. Protagonisti dei due spazi sono gli armadi degli Escartons.
L'armadio delle 8 serrature, il cui originale è custodito nell'ex municipio di Château-Ville-Vieille e una copia presso lo Spazio Escartons della sede del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, e l'armadio delle 7 serrature di Casa Escartons a Pragelato sono il simbolo della "Repubblica degli Escartons" e della democrazia che essa rappresenta: custodivano archivi e documenti dell'Escarton di riferimento. Ogni comune possedeva una chiave, un'altra era nelle mani del segretario generale: gli armadi potevano essere aperti solo quando tutti i rappresentanti delle comunità erano riuniti.

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