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Herb-to-change

Début 1 janvier 2022

Durée 2022-2024

Il progetto

Il titolo completo è "Herb-to-change. Digitalizzazione dell'Erbario di Torino, macchina del tempo per esplorare le biorisorse vegetali e i cambiamenti ambientali nel territorio piemontese-valdostano".

Si tratta di un'iniziativa all'avanguardia dell'Orto Botanico dell'Università di Torino, realizzato con il contributo della Fondazione CRT, per la digitalizzazione e la valorizzazione del patrimonio costituito dall’erbario di Torino che si colloca tra i 6 erbari più importanti d’Italia per numero di campioni (circa un milione di exsiccata). Questi ultimi non hanno soltanto un valore storico-culturale, bensì ci forniscono preziose informazioni quali: forma, fenologia, dati geografici (e dunque areali di distribuzione), quota, habitat e storia di una specie vegetale. L’obiettivo di mettere in rete (quindi digitalizzare) i campioni d’erbario è una grande sfida di condivisione libera e gratuita del patrimonio scientifico custodito da queste collezioni. 

Tutte le digitalizzazioni realizzate in seno al progetto Herb-to-change sono consultabili nel sito https://jacq.org/

Il coinvolgimento delle Aree Protette Alpi Cozie

Nel 2022, l'Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie ha aderito al Progetto Herb-to-change proponendo la digitalizzazione degli erbari conservati presso le sedi del Parco Naturale della Val Troncea (673 campioni), del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand (694 campioni), del Parco Naturale Orsiera Rocciavré – Luca Giunti (230 campioni), nonché dell’Erbario Malan, realizzato negli anni '30 del '900 dal Professor Carlo Enrico Malan (269 campioni), futuro docente della cattedra di Microbiologia Agraria e Tecnica afferente il Corso di Laurea in Scienze Agrarie all’Università di Torino.

La collaborazione con l’Università di Torino e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi ha consentito all’Ente Parco di entrare a far parte del Network Jacq all’interno delle digitalizzazioni dell’Orto Botanico di Torino in quella che viene definita “Collezione Esterna: TO – Coll_Ext.” Questi campioni documentano in modo specifico la flora dei Parchi delle Alpi Cozie, consentendo un'accessibilità internazionale alle collezioni consentendo confronti con studi attuali mirati al monitoraggio della risalita in quota delle specie a causa del riscaldamento globale, ma consente anche di creare una sinergia operativa tra enti in grado di unire il rigore accademico alla gestione pratica del territorio.

L'erbario dell'Orto Botanico di Torino

Nato convenzionalmente nel 1891, l’erbario di Torino raccoglie collezioni che risalgono già alla fine del ‘700. Con il tempo le raccolte hanno iniziato a essere riorganizzate su base sistematica attraverso il metodo dell'Index generorum phanerogamorum e a essere collocate in appositi armadi. La sezione delle fanerogame, ovvero le piante superiori caratterizzate dalla produzione di fiori e semi, i cui organi riproduttivi sono chiaramente visibili (prevalente per numero di campioni), viene tenuta separata da quella delle crittogame (felci, muschi, licheni).

Negli anni ’50 del '900, Ferdinando Vignolo Lutati cataloga sia la sezione generale (HG) contenente campioni  provenienti da tutto il mondo (n. 1300 pacchi), sia quella pedemontana (HP) che raggruppa gli exsiccata provenienti dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta (n. 190 pacchi). Nel 1998 Giuliana Forneris evidenzia come negli ultimi decenni vi sia stato un significativo incremento della sezione pedemontana, che ammonta in quel momento a 720 pacchi. Infine, tra il 1974 e il 2020 si aggiungono all’erbario 266 nuove entità. 

L'importanza di digitalizzare gli erbari

È noto da diversi anni come la digitalizzazione degli erbari sia uno strumento per monitorare i cambiamenti ambientali, e poiché la maggior parte delle collezioni d’erbario collocano il loro inizio temporale a cavallo dell’800, coprono esattamente il periodo in cui il cambiamento climatico è stato più evidente. Gli erbari portano inoltre dati di altro interesse: piante aromatiche, fitoalimurgiche, medicinali e loro usi nel tempo. Ad oggi l’accessibilità ai dati di erbario è soggetta a forte eterogeneità tra l’archiviazione tradizionale e quella digitalizzata, ma sono ormai molti gli istituti che si muovono per rendere accessibili al mondo scientifico i dati contenuti negli erbari.

Il progetto Herb-to-change, si inserisce all’interno del network JACQ (Virtual Herbaria) ovvero un piano europeo di digitalizzazione degli erbari cui diversi istituti hanno aderito, tra cui l’Orto Botanico di Torino che ha deciso di avviare la digitalizzazione di alcune sezioni dell'erbario pedemontano (Piemonte e Valle d’Aosta), per un totale di 60.000 campioni (sia fanerogame, sia licheni).

L’inserimento nel network JACQ consente l’internazionalizzazione delle collezioni digitalizzate afferenti l’Erbario dell’Orto Botanico di Torino, basandosi su tre aspetti fondamentali.
    • Interoperabilità: permette la ricerca simultanea tra diversi erbari.
    • Standardizzazione: assicura che i dati di Torino siano conformi agli standard internazionali (Darwin Core).
    • Visibilità: Rende i campioni torinesi accessibili a tutta la comunità scientifica mondiale, facilitando studi tassonomici e conservazionistici senza spostare fisicamente i fragili campioni.

Come si è svolto il lavoro di digitalizzazione

Il personale delle Aree Protette delle Alpi Cozie è stato dotato dall'Università di Torino di uno scanner apposito, da una palette di colori e da un'applicazione per generare QR code. Ogni exsiccata presente nelle collezioni è stato fotografato con la palette di colori per il riferimento cromatico e con un QR code per il collegamento con i dati testuali contenuti nelle schede. Tutte le informazioni sono state in seguito caricate nel database di Jacq per la successiva accessibilità tramite il portale. 

Personnes de contact

Guido Teppa e Debora Barolin

Partenariats

Claudia Metti e Bruno Frache