Zecche Ixodidae nel Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand

Progetti di ricerca scientifica - in corso

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Indagine sull'espansione geografica di zecche Ixodidae e ricerca biomolecolare di agenti di zoonosi trasmessi da zecche nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand

Il progetto di ricerca è stato avviato nel 2016 grazie alla collaborazione dell'Università degli Studi di Torino e l'avvio di due tesi del Corso di Laurea in Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici.

È la prima indagine della presenza di zecche nel Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand e in Alta Valle di Susa, riguarda parte del territorio che insiste sui Comuni di Salbertrand, Exilles e Oulx.

l'alta valle di Susa, fino a una decina di anni fa, era scarsamente infestata da zecche Ixodidae. La comparsa di queste zecche –Ixodes ricinus in particolare- è stata segnalata per la prima volta proprio dal personale dell'Ente Parco. L’espansione geografica delle zecche è riportata in numerose aree in Europa ed è probabilmente legata a fattori diversi, quali cambiamenti del clima, dell’uso del suolo, e della distribuzione di fauna selvatica e domestica. Le zecche possono essere vettori di malattie dell’uomo e degli animali domestici.

Il monitoraggio viene effettuatomensilmente, nel periodo primavera-estate-autunno, in 32 strisce di terreno - transetti campione - lunghe 100 metri e larghe un metro suddivise ogni 200 metri di altitudine dai 1000 a 2000 metri.
I transetti sono stati scelti sulla base della tipologia di vegetazione e esposizione, con particolare riferimento a aree significative per la frequentazione turistica o per il pascolo dei domestici e dei selvatici.

Nel momento del monitoraggio sono rilevate caratteristiche ambientali, quali temperatura e umidità del suolo e dell'aria, specie erbacee presenti, presenza di tracce di animali.

Tutte le zecche presenti vengono raccolte, contate e conservate in provette con alcool etilico a 70°. Successivamente sono identificate al microscopio, in laboratorio, per definire la specie e lo stadio di sviluppo (larva, ninfa, adulto).

Un campione delle zecche raccolte viene quindi analizzato attraverso una tecnica di biologia molecolare, la P.C.R. (reazione a catena della polimerasi, o Polymerase Chain Reaction), presenza di DNA di organismi patogeni, come batteri del genere Borrelia (agenti causali della Sindrome di Lyme).

Le zecche possono essere vettori di malattie.

La ricerca ha come obiettivo descrivere la presenza di zecche e di patogeni da esse trasmessi sul territorio, al fine di valutare il rischio di morso da zecca e di malattie nell’uomo e animali domestici, ed identificare i fattori ambientali legati alla presenza di zecche. Questo permette inoltre di elaborare proposte di gestione degli ambienti frequentati dall'essere umano (aree attrezzate, parchi giochi, prati)

I risultati sono resi pubblici con serate divulgative presso la sede del Parco.

Referente

Elisa Ramassa (Parco Gran Bosco di Salbertrand) - tel. 0122/854720 - ramassa@alpicozie.eu
 

Collaborazioni

Il progetto è realizzato con la collaborazione dell'Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Veterinarie Professor Luca Rossi e Dottoressa Laura Tomassone.

 

Durata del progetto

Il progetto è iniziato in via sperimentale nel 2016. Prosegue in modo strutturato per tutto il trienno 2017-2019

Rilevanza

Locale, Internazionale

Approfondimenti sul web

Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte, Ligura e Valle d'Aosta

ZECCHE: quali rischi per la salute e come prevenirli

ZECCHE prevenire e intervenire - Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

 

Allegati