Occitano - Langue d'Oc

L'occitano è una lingua indoeuropea del gruppo neolatino; fa parte dell'insieme di parlate galloromanze e deriva dal latino volgare introdotto con la conquista romana delle Gallie.

Lingua di cultura per diversi secoli raggiunse nel medioevo il suo massimo splendore, dando espressione alla tradizione letteraria della scuola trobadorica, la cui notorietà si estese oltre i confini provenzali.

Dal XIII secolo, a seguito della crociata contro gli Albigesi, inizia il declino culturale della lingua d'oc.

Con l'annessione del territorio occitano al Regno di Francia e con l'ordinanza di Villers-Cotterêts del 1539, che impose il francese come lingua di cultura, del diritto e dell'amministrazione, l'occitano diviene lingua orale, usata nella quotidianità delle classi meno abbienti.

L'area di diffusione della lingua occitana comprende la Val d'Aran sui Pirenei in Spagna, 32 dipartimenti del sud della Francia e 14 valli italiane che si sviluppano principalmente sul territorio piemontese (toccando anche alcune località liguri). Storicamente il territorio occitano comprendeva le regioni di Guascogna, Linguadoca, Guiana, Limosino, Alvernia, Provenza e Delfinato (che comprendeva anche le valli italiane), simbolicamente rappresentate dalla croce a sette punte, detta dei Conti di Tolosa o catara.

In Italia, l'area occitana comprende alcune zone appartenenti all'area di Imperia, Cuneo e Torino.

Esistono alcune varianti della lingua occitana come per esempio il patois di Salbertrand, variante della lingua occitana alpina presente nel territorio della Provincia di Torino, oltre che in alta Valle di Susa, nelle vallate Chisone, Germanasca e Po.

Il patois fa parte delle lingue gallo-romanze ed ha potuto sopravvivere grazie alla trasmissione orale di coloro che la parlano.

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