Sentiero del Leccio

Punto di partenza: via Roccaforte 1, Chianocco (TO)
Dislivello: 470 m
Difficoltà:

T (v. note)

Tempi di percorrenza: 3h30
Accesso in auto:

percorrere la strada provinciale che dal bivio SS 25 del Moncenisio raggiunge la località Roccaforte.

Punti di interesse: Orrido di Chianocco, stazione di Leccio


Descrizione dell'itinerario:

Dalla piazza del Municipio (m. 550), dove si può parcheggiare l’auto, si prende la strada asfaltata che porta alla borgata Pavaglione. Si percorre per un tratto e, dopo il quarto tornante, s’imbocca sulla sinistra la mulattiera. Si segue la via selciata che risale l'arido pendio roccioso, fino a raggiungere un punto panoramico dominante l’incisione dell’Orrido (zona di interesse geologico).

Si segue poi il costone su un buon sentiero fra i pini che, dopo aver toccato due volte la strada, torna ad essere una mulattiera selciata e sbuca su un arido costone da cui si può osservare l'intera conca del Prebéc ed avere un ampio panorama su tutta la bassa Valle di Susa.

Proseguendo ancora per una ripida salita si arriva al bivio (cartelli indicatori) dove si dipartono i sentieri "dei Chouqué" e "delle Borgate". Continuando sulla destra si arriva alla borgata di Pavaglione, mentre nel nostro caso è necessario imboccare il sentiero a sinistra giungendo ai ruderi della chiesetta di Madonna dei Campi (940 m., ore 1.30).

Si prosegue lungo la traccia di sentiero e, attraverso boschi e antichi terrazzamenti un tempo coltivati a vigneto, si arriva al vecchio mulino visibile a pochi metri sulla destra fra la boscaglia. L'edificio è in rovina, ma all'esterno sono ancora visibili le macine in pietra e la grande ruota.

Si attraversa il torrente Prebèc (800 m., ore 1.50) e si riprende a salire lungo un pista di recente realizzazione che ha sostituito la bella mulattiera selciata per arrivare all'abitato di Male Combe. Risalendo ancora per poche decine di metri si sbuca sulla strada carrozzabile, dove s’incontrano il "Sentiero delle Borgate" e il "Sentiero dei Chouqué" (cartello). Ci s’incammina sulla mulattiera a sinistra che scende alla borgata di Molè (880 m., ore 2.10) costeggiando l'erosione provocata dal Prebéc. In questo tratto è ben visibile un caratteristico chouqué (zona di interesse geologico). Da questo punto si gode un ampio panorama e si possono scorgere sulla sinistra la Gran Gorgia e nel vallone antistante il mulino e la chiesetta di Madonna dei Campi da cui si è passati poco prima. Attraversato in discesa l'abitato di Molè si evita di prendere la strada asfaltata per scendere lungo la mulattiera, che si tiene sempre sul costone. Questa era la vecchia via selciata che collegava Molè a Chianocco, e che solo in questo tratto è rimasta tale, poiché più in basso è stata cancellata dalla strada asfaltata.

Si ritrova un tornante della carrozzabile che si segue per circa 300 metri in discesa, con uno splendido panorama sul sottostante orrido di Chianocco. Si giunge nei pressi di un pilone dove un cartello indica il sentiero sulla sinistra. Imboccatolo si comincia a scendere rapidamente fino ad incrociare una canaletta proveniente dal torrente e si giunge su una pista. Con una breve digressione dall’itinerario principale si può seguire per pochi metri sulla sinistra la pista e arrivare sotto ad alcune piante di leccio per osservarle da vicino (zona di interesse botanico). La pista termina poi nell’alveo del torrente Prebéc offrendo una bella vista sull’incisione dell’orrido (zona di interesse geologico).

Ritornati sui propri passi si riprende a scendere lungo il sentiero e si giunge nell'abitato di Chianocco, alla frazione di Campoasciutto; lungo la strada asfaltata in discesa si raggiunge il centro del paese, punto di partenza dell'itinerario (ore 3.30).

 

Note: la Riserva naturale speciale dell’Orrido e stazione di leccio di Chianocco è un’area naturale protetta soggetta ad uno specifico regolamento di fruizione per la conservazione della natura e l’incolumità dei fruitori. L’accesso alle comitive organizzate è consentito a gruppi di non più di 30 persone e solamente se accompagnate dal personale messo a disposizione dall’Ente gestore della Riserva.

L’itinerario descritto, in assenza di neve, può essere percorso tutto l’anno, sconsigliati solo i mesi più caldi. Percorso facile, solo l’attraversamento del torrente Prebèc può comportare qualche difficoltà se ne sconsiglia la percorrenza subito dopo piogge consistenti o durante il disgelo. 

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