La monticazione

Fin dall'epoca preistorica l'uomo ha utilizzato nel periodo estivo le praterie in quota per il pascolo del proprio bestiame. Le mandrie di bovini che trascorrono l'autunno e l'inverno nelle stalle di pianura, con l'arrivo della primavera vengono spostate sui pascoli alpini. La transumanza fino a non pochi anni fa, avveniva interamente a piedi mentre oggi, per gli spostamenti più lunghi, il bestiame viene caricato su speciali autotreni.
Foto formaggiIl periodo di alpeggio va da giugno a ottobre (da S. Giovanni a S. Michele). Nei primi giorni le mucche vengono fatte pascolare sui pascoli più bassi, dove l'erba è già ben sviluppata. Un razionale sfruttamento del pascolo prevede che gli animali consumino interamente l'erba di una porzione di pascolo prima di essere spostati. Con il trascorrere del tempo l'erba cresce anche a quote più elevate e le mandrie vengono spostate via via più a monte.Ove esiste una stazione di alpeggio più alta, a fine luglio, tutta l'azienda agricola si trasferisce a una quota di 1900-2100 m per uno o due mesi. In questo modo vengono sfruttati i pascoli naturali fino a 2300 m e oltre.
A partire da settembre le mucche ritornano per un mese nei pascoli più bassi dove nel frattempo è nuovamente cresciuta l'erba.
Nel passato lo sfruttamento del pascolo era rigoroso e completo. Adesso le frazioni montane sono disabitate ed anche sul fondo valle si è ridotto il numero degli allevamenti zootecnici. Vi è la tendenza ad utilizzare in modo a volte eccessivo i pascoli più accessibili con conseguente degrado della cotica erbosa per il notevole carico di bestiame, mentre sono sottoutilizzati i pascoli più lontani dai fabbricati d'alpeggio, così come, per facilità di conduzione, vi è un aumento di ovicaprini e di bovini in asciutta e una diminuzione delle vacche in lattazione.

PER SAPERNE DI PIÙ
MARITANO GUIDO MAURO, Alla ricerca dei pascoli migliori. Transumanza e pastorizia tra pianura e montagna, Edizioni Arti Grafiche San Rocco.