La marmotta

Foto marmotteLa Marmotta (Marmota marmota) è un roditore di facile osservazione nei pascoli al di sopra della vegetazione arborea. Il suo habitat tipico è rappresentato dalle praterie alpine e dagli ambienti di transizione ad esse attigui, formazioni basso-arbustive e zone rocciose.
Di abitudini diurne, dedica la giornata alla ricerca di cibo (varie specie erbacee e avolte qualche insetto o vermi), a farsi pulizia, a prendere il sole e a giocare con i conspecifici. Trascore la notte e le ore più calde del giorno all'interno della tana scavata nel suolo.
Le tane possono essere molto complesse e vengono distinte in estive e invernali (Durio e C. 1988). Le prime presentano numerose entrate, generalmente poste su un prato al riparo di una roccia o di un cespuglio, da queste diparte un intricato sistema di cunicoli alla profondità di 30 - 90 centimetri, alcuni con funzione di "latrine", altri a fondo cieco, altri lunghi parecchi metri e conducenti al "nido", un vano tappezzato di erba secca dove gli animali si riposano e hanno luogo i parti e l'allattamento dei piccoli.
Le tane invernali hanno una sola entrata, con un corridoio di 6 - 10 metri prevalentemente rettilineo al cui termine dopo un tratto in salita, si trova la camera in cui gli animali, in gruppi anche numerosi, vanno in letargo.
Il letargo (da ottobre ad aprile) è regolato da fattori esterni (temperatura, luminosità) ed interni (ormoni), i cui meccanismi d'azione sono ancora in parte sconosciuti.

Durante il sonno la Marmotta rallenta tutte le funzioni vitali: la temperatura corporea scende a 5 gradi, il battito cardiaco rallenta a 5 al minuto e le inspirazioni scendono a una ogni 5 minuti. Questo rallentamento del metabolismo consente un enorme risparmio energetico, anche se la mortalità, specialmente nei piccoli, rimane molto alta.
Il risveglio coincide con il periodo degli accoppiamenti. Al termine della gestazione di 30 - 35 giorni, la femmina dà alla luce 2 - 7 piccoli, che usciranno dalla tana dopo 40 giorni.
Tra i fattori di mortalità della specie va ricordata la predazione, dovuta principalmente all'Aquila reale e ove presenti ai cani vaganti. Di fronte al pericolo, una o più marmotte emettono un grido acuto detto "fischio", provocando la fuga di tutti gli individui nelle tane.