Hotel Dieu

Un antico ricovero per pellegrini lungo la Via Francigena

L'Hotel Dieu o Maison Dieu si trova nel centro dell'abitato, lungo quella che fu già l'antica "strada del Monginevro", poi "strada romana delle Gallie", infine (col passaggio dell'Alta Valle della Dora al Delfinato - XII sec.) "Strada di Francia", una delle più importanti vie transalpine dell'Europa medievale, e come tale percorsa da carrozze, cavalli e cavalieri, notabili, religiosi, mercanti, romei diretti ai pellegrinaggi.
Se tutti, giunti a Salbertrand, potevano placare la sete attingendo all'acqua che sgorgava copiosa da due grandi fontane di legno (poi ricostruite in pietra negli anni 1524 e 1525) c'era diversità nella scelta del luogo di sosta, di ristoro: chi proseguiva verso uno dei grandi monasteri presenti in valle, chi decideva di albergare in una locanda, chi, povero viandante, trovava accoglienza in questa Maison Dieu.

Essa, come tante altre lungo la strada di Francia, era sorta proprio con questo scopo: ristorare i viandanti con un piatto caldo e un giaciglio per la notte e se infermi, con un periodo di ricovero; per i deceduti non mancavano i tre tradizionali giorni di veglia funebre prima della sepoltura.

Sulla facciata tracce di affreschi cinquecenteschi portati alla luce durante i restauri del 2016: una pietà e la raffigurazione di San Giacomo, caratterizzato iconograficamente da un cappello a larga falda su cui è visibile la conchiglia emblema del pellegrinaggio verso l’Oceano Atlantico, che ci riconduce all’antica via della fede che portava a est verso Roma e Gerusalemme e a Ovest verso Santiago di Compostela.

 

Sin da fine Ottocento, l’hotel Dieu e l’antistante fontana in pietra datata 1524 furono oggetto di studio e di tutela da parte dell’architetto Alfredo D’Andrade, direttore dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Piemonte e della Liguria, e nel 1914 furono inserite nell’elenco degli “Edifici di importante interesse monumentale”.

L’antica fontana in pietra a vasca rettangolare, Fontana du Milieu, in occitano Bachà du medierä, reca scolpiti tra i decori del capitello sulla colonnina di erogazione dell’acqua, i simboli del potere: un castello merlato, un giglio, un delfino. È per la sua imponenza e raffinatezza una delle più belle dell'Alta Valle in periodo delfinale e testimonia una floridezza economica irrepetibile. Venne riprodotta e posizionata all'ingresso del Borgo Medievale del Valentino, a Torino, in occasione dell'Esposizione generale italiana del 1884, su progetto di Alfredo d'Andrade.

L'edificio, acquistato nel 2011 dall'Ente Parco del Gran Bosco di Salbertrand (ente gestore dell'Ecomuseo Colombano Romean) va ad aggiungere un importante tassello al progetto ecomuseale garantendone un ulteriore spazio di sviluppo. L'obiettivo è di restituirgli l'antica funzione trasformandolo, in futuro, in un posto tappa: luogo di accoglienza per moderni viaggiatori e pellegrini lungo gli itinerari sempre più frequentati dagli amanti del turismo "lento" e sostenibile della via Francigena e del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi.