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27 ottobre, Avigliana - Auditorium Daniele Bertotto

Funghi che passione. Il resoconto della serata

Ente Parchi Alpi Cozie Laghi di Avigliana

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I funghi sono una passione ma rappresentano al contempo un pericolo. È stato questo il tema sviluppato durante la serata “Funghi che passione” organizzata dai guardiaparco Roberto Gamba e Valentina Mangini dei Parchi Alpi Cozie in collaborazione con il Comune di Avigliana venerdì 27 ottobre presso l’Auditorium Daniele Bertotto ad Avigliana. Ospiti dell’appuntamento, il micologo Donato Tamburrino che ha fornito ai partecipanti un bagaglio di nozioni empiriche e scientifiche per imparare a conoscere e riconoscere meglio il mondo dei funghi e i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese Simone Periale e Paolo Sillano che hanno illustrato le principali accortezze per evitare gli incidenti durante la cerca.

Il primo contributo è stato affidato ai volontari della stazione di Soccorso Alpino della Valsangone partendo dal presupposto che il principale pericolo legato ai funghi è la ricerca, che provoca ogni anno un numero assai maggiore di infortunati o deceduti rispetto ai danni da avvelenamento per consumo di specie velenose. Grazie alla loro lunga esperienza in numerose operazioni di soccorso, Periale e Sillano hanno fornito consigli di prevenzione in ambito tecnico e sanitario per trascorrere una giornata di cerca in sicurezza ricordandosi che si svolge in terreno impervio e deve essere affrontata come un’escursione in montagna con abbigliamento adatto, scarponcini al posto dei pericolosi stivali di gomma e un’adeguata preparazione fisica. Ampio spazio è stato dedicato a come evitare le complesse operazioni di ricerca dispersi che nella stagione dei funghi spesso costringe a lunghi interventi anche notturni. I cosiddetti fungaioli sovente si muovono da soli nei boschi senza comunicare le zone in cui intendono andare, ma in caso di incidente possono avere difficoltà nell’allertare i soccorsi se il telefono cellulare non prende o non sono in grado di lanciare una chiamata di emergenza. Pessima abitudine che andrebbe evitata così come quella di utilizzare abbigliamento mimetico che complica notevolmente il lavoro dei soccorritori.

A seguire, la parola è passata a Donato Tamburrino, micologo dal 1984 che lavora in convenzione con la ASL To3 sia fornendo un supporto gratuito nel riconoscimento delle specie velenose, sia quando i servizi sanitari si trovano in presenza di pazienti con sospetto avvelenamento. Con competenze rigorose e l’aiuto di un software ricco di immagini e informazioni ha introdotto un tema affascinante che apre lo sguardo su un regno che non appartiene né a quello animale, né a quello vegetale, benché sia spesso strettamente legato con quest’ultimo. Un mondo prevalentemente invisibile, di cui la componente che interessa gli esseri umani non è che una minima parte, anch’essa misteriosa e sconosciuta in molti casi. Tamburrino si è addentrato nelle particolarità delle diverse specie di funghi, ha approfondito le somiglianze ingannevoli tra quelle commestibili e quelle velenose sconsigliando di mangiarli a donne e bambini. Inoltre ha illustrato i diversi servizi presenti sul territorio a cui rivolgersi in caso di dubbi e ha conversato con il numeroso pubblico in sala rispondendo a curiosità e domande mostrando una cesta con alcuni esemplari che lui stesso aveva raccolto quella mattina. A conclusione della serata il discorso scientifico è dolcemente scivolato verso un altro nobile piano che riguarda i funghi: l’arte culinaria. Dopo alcuni consigli su come conservare correttamente i funghi e sulle migliori tecniche di cottura per ciascuna specie, i partecipanti si sono avviati verso casa con un nuovo e rinnovato interesse per la micologia unito alla consapevolezza delle migliori strategie per evitare infortuni o avvelenamenti.

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