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Monitoraggio Life Predator

Progetto Life Predator: Terminato anche il monitoraggio ittico del Lago Grande di Avigliana

Ente Parchi Alpi Cozie Laghi di Avigliana

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Dopo il monitoraggio ittico che ha riguardato le acque del Lago Piccolo di Avigliana si sono concluse le operazioni di studio e campionamento dell’ittiofauna del Lago Grande. Il lavoro è stato commissionato dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie all’interno del progetto Life Predator per il contenimento del pesce siluro nei bacini d’acqua dolce dell’Europa meridionale.

Lo studio, effettuato dall’ittiologo Stefano Bovero sotto la supervisione dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR, ha lo scopo di fornire una base di conoscenze ecologiche e scientifiche in previsione delle attività di cattura vere e proprie con cui intervenire sulla popolazione di una specie alloctona invasiva, come il Silurus glanis, che minaccia la biodiversità di entrambi i laghi. Le analisi sono state effettuate tramite il posizionamento di reti bentiche e mesopelagiche all’interno del bacino e con l’utilizzo dell’elettropesca. In attesa dei dati definitivi che verranno comunicati intorno alla fine di gennaio 2024, il lavoro ha fornito risultati interessanti sulle condizioni ecologiche dei Laghi di Avigliana.

Se il monitoraggio del Lago Piccolo aveva – in maniera un po’ imprevista – delineato una comunità ittica di pregio e povera di specie alloctone, la situazione del Lago Grande si è rivelata meno favorevole, come ci si poteva aspettare.

«Da un’analisi ancora empirica – racconta Stefano Bovero – prima di iniziare l’elaborazione scientifica dei dati raccolti, nel Lago Grande abbiamo rilevato una presenza più massiccia di pesci alloctoni, al fianco di quelli autoctoni che sono invece presenti in misura quasi esclusiva nel Lago Piccolo. Per esempio il carassio, il pesce gatto punteggiato e il persico sole che sono stati introdotti in varie epoche alle nostre latitudini, senza dimenticare negli ultimi anni il gambero rosso della Louisiana. È un problema prevalentemente legato alla scarsa eterogeneità ambientale delle rive e alla ridotta presenza di canneto dove le specie più delicate hanno maggiori possibilità di riprodursi. In generale si rileva una consistenza numerica maggiore di pesci nel Lago Grande, ma una biomassa minore. Da segnalare la quasi totale assenza di alborelle e pochi esemplari di triotto, abbondanti invece nel Lago Piccolo, indice della migliore qualità di questo ecosistema lacustre. Per quanto riguarda il pesce siluro, la sua presenza è attestata in entrambi i bacini con una consistenza numerica superiore nel Lago Grande anche se di individui non eccessivamente grandi: in media intorno ai 70/100 cm di lunghezza».

Da segnalare, inoltre, che l’ittiofauna non sopravvissuta al lavoro di campionamento è stata conferita al CNR e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte e Valle d’Aosta per successive analisi chimiche e microbiologiche. Tuttavia, lo svolgimento delle operazioni durante la stagione invernale ha ridotto notevolmente la mortalità dei pesci grazie al loro metabolismo rallentato per le temperature più basse. Unico intoppo: una rete che è stata presumibilmente danneggiata volontariamente e ha richiesto l’impegno supplementare del personale per essere ricuperata dal fondo del lago.

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