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Tordo bottaccio Photo credit Riccardo Alba

Gli habitat di alta quota delle Alpi Cozie sono importanti siti di sosta per gli uccelli migratori nel periodo autunnale

Ente Parchi Alpi Cozie Val Troncea

ricerca scientificaRiccardo Albamigrazioni

Uno studio scientifico sull'importanza degli habitat di alta quota delle Alpi Cozie durante le migrazioni autunnali condotto da Riccardo Alba, dottorando del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Ornitology.

Le Alpi Cozie e le relative aree protette ospitano numerose specie di uccelli alpini nidificanti e rappresentano importanti siti di sosta e di foraggiamento per molte specie migratrici al di fuori della stagione riproduttiva, come la migrazione autunnale. È quello che è stato scoperto col nuovo studio pubblicato questo mese sulla rivista scientifica Journal of Ornithology da parte di Riccardo Alba, dottorando dell’Università di Torino. Si tratta della prima ricerca di dettagliato sulle comunità di uccelli che utilizzano le aree di alta quota nel periodo della migrazione post-riproduttiva in Europa e sottolinea l’importanza dal punto di vista conservazionistico degli ambienti alpini nel contesto europeo.

In questo studio, sono state investigate le comunità di uccelli tramite transetti lineari a partire da agosto fino ad ottobre nel 2021 e 2022, lungo un gradiente altitudinale nelle Alpi Cozie (Figura 1), al fine di valutare come l'abbondanza e la diversità degli uccelli variassero nel tempo e nello spazio durante il periodo della migrazione autunnale. Sono state contattate complessivamente 104 specie, rappresentanti il 22% specie di uccelli terrestri registrate in Italia, dimostrando che una vasta gamma di specie ornitiche sfrutta questi habitat in questo periodo dell’anno. Oltre agli iconici pivieri tortolini, sono state contattate altre specie interessanti come ad esempio il falco cuculo, il grillaio e addirittura un gufo comune, ma anche specie di passeriformi che non nidificano in Italia come il luì grosso o la balia nera.

La maggiore diversità e abbondanza di specie sono state riscontrate durante il periodo iniziale della migrazione alla fine di agosto, quando gli uccelli migratori a lunga distanza (cioè quelli che attraversano il Mar Mediterraneo e il deserto del Sahara per raggiungere i quartieri di svernamento in Africa) utilizzano le aree di alta quota. Gli habitat della linea degli alberi e i pendii esposti a sud sono stati quelli caratterizzati dalla maggior abbondanza di migratori. Questo è dovuto probabilmente all'alta diversità vegetazionale della linea degli alberi e alla elevata radiazione solare ricevuta dai versanti esposti a sud; infatti, nel periodo autunnale, le temperature nelle aree montane posso scendere decisamente sotto lo zero.

Infine in questo studio viene sottolineata l’importanza delle aree protette montane per gli uccelli alpini, non solo per quelli nidificanti, ma anche per quelli migratori di passo, un aspetto che non viene spesso considerato. È altresì essenziale contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e dei cambiamenti di uso del suolo promuovendo strategie di conservazione per la biodiversità alpina, compresi gli uccelli migratori, che tengano conto di periodi delicati per il ciclo vitale delle specie, come quello autunnale.

Figura 1 Mappa dei transetti lineari monitorati nelle Alpi Cozie durante il periodo della migrazione autunnale (in alto) e un esempio di transetto con la suddivisione nei tre habitat indagati sul gradiente altitudinale (in basso).

Figura 2 Un tordo bottaccio si riposa nelle praterie alpine della Val Troncea a 2600 m durante la migrazione autunnale

High-elevation habitats are important for birds during the post-breeding migration period in the Alps

Lista delle specie contattate (solo in inglese)

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