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Colle delle Finestre - Photo credit Bruno Usseglio

La strada al Colle delle Finestre in una descrizione di inizio Novecento

Orsiera Rocciavré

ricerche storiche

Dalle ricerche storiche del guardiaparco Bruno Usseglio

I Parchi delle Alpi Cozie sono attraversati da numerose strade, diverse sono state costruite dai militari nel passato. Fra queste è particolarmente nota quella che unisce le due valli di Susa e del Chisone attraverso il Colle delle Finestre. Un articolo uscito su “La Stampa” il 24 settembre del 1929 mette in risalto la bellezza dei luoghi e l’accessibilità da Torino. Non è sicuramente il primo che si occupa del famoso passo. Nei decenni precedenti, tra coloro che si sono dedicati a salire sulle cime delle Alpi Cozie, ritroviamo diversi alpinisti torinesi. I loro racconti ci regalano delle vere pennellate d’autore attraverso i loro sguardi multidisciplinari, ricchi di particolarità locali. Questa corrispondenza non si discosta da questo canovaccio, anche se lo stile è evidentemente quello in voga negli anni Trenta. Tra le tante suggestioni, una, in particolare, riguarda l’installazione militare del colle. Per gli specialisti della storia delle fortificazioni è già nota, ma per i più può risultare curiosa: il forte del Colle, disarmato durante la Grande Guerra per portare le sue artiglierie sul fronte, «con gli antichi stemmi Sabaudi e del Delfinato e con le sue casematte» risulta ora abbandonato. A pochi anni dalla sua costruzione, dunque, come molte altre opere militari coeve, risulta superato. Proseguendo nella lettura emergono un paio d’aspetti quali la vocazione turistica del sito e la necessità di una continua manutenzione del reticolo stradale che richiamano, in modo diverso essendo differenti i tempi e le sensibilità, le problematiche di oggi.

Ecco dunque il testo dell’articolo intitolato «La strada al Colle delle finestre».

«L'alta costiera di monti che dal colle di Sestrières, per il Genevris, l'Assietta. la Ciantiplagna, l'Orsiera, il Rocciavrè, separa le valli parallele della Dora Riparia e del Chisone, è tagliata quasi a metà dalla strada militare che, per il Colle delle Finestre (m. 2202), unisce le vecchie città alpine di Susa e di Fenestrelle. Il Colle delle Finestre - non ignote a quanti ricordano le glorie dei nostri eserciti che in epoche remote e recenti vi transitarono per opporsi a frequenti invasioni - è assai ben conosciuto dagli escursionisti, e molto apprezzato dalle nostre truppe di montagna che lo percorrono infaticabilmente d'estate e d'inverno, con salmerie e carriaggi, per raggiungere, dalle vallate di Pinerolo, le strade del Cenisio e quelle che, presso il Rocciamelone si aprono sulle Valli di Lanzo. Anche numerosi automobilisti godono di percorrere sovente questa bella strada per compiere un breve e suggestivo circuito, più corto di quello del Sestrières, ma non per questo meno vario ed interessante. Da Torino, infatti, il Colle delle Finestre, non dista che meno di 60 chilometri; in poco più di un'ora, una qualunque macchina lo può raggiungere, sorpassando così i 2200 metri; è questa senza dubbio la maggior altitudine a cui si può arrivare dalla nostra città nel minor tempo e col più piccolo dispendio. Il circuito che comprende: Torino, Susa, Meana, Colle delle Finestre, Fenestrelle, Perosa Argentina, Pinerolo, Torino, non misura più di 160 chilometri e presenta in ogni tratto vari aspetti di naturali bellezze che soddisfano vivamente quanti lo percorrono: dai Colli di Rivoli alle falde della Sagra di San Michele e del Rocciamelone è la grandiosa strada che porta a Susa e che tutti i Piemontesi, si può dire, conoscono ed amano un po' come cosa loro; da Susa a Meana sono appena 4 chilometri di strada che si svolge ancor bella e in parte pianeggiante tra numerosi e caratteristici colli a forma di cucuzzoli e floridi vigneti. Da Meana ha inizio la vera strada militare che s'arrampica sulla montagna con frequenti curve, dapprima fra ombrosi e freschi boschi di castagni, poi fra profumate pinete, e infine, oltre i1 Colletto (quota 1455), fra prati e pianori. Salendo per la strada del Colletto si gode sempre più largamente dello spettacolo di festività e della grandiosa sinfonia di verde che offre questa montagna: in fondo alla vallata serpeggia la Dora, biancheggiano sempre più piccole le case di Susa e le strade del Monginevro e del Moncenisio si seguono per lungo tratto - quest'ultima fino alle « scale » - ondeggianti, candidi nastri, tra boschi ed anfratti. Domina il paesaggio la mole aguzza del Rocciamelone, padrona veramente di tutta la Vallata, che s'allarga alla base come a schiacciare le chiare e minuscole case di Mompantero; e lungo il corso della Cenischia, l'antica strada romana tocca la centrale elettrica di Venaus e l'Abbazia della Novalesa, segni di glorie e di potenze artistiche e industriali di epoche diverse. Ancora poche svolte fra ricchi pascoli e scoscesi costoni di rocce, e si giunge al Colle delle Finestre; è qui il piccolo Forte con gli antichi stemmi Sabaudi e del Delfinato e con le sue casematte abbandonate: di lì la strada per il Colle dell'Assietta, quella per Usseaux; di fronte, volgendo le spalle alla Dora, la Valle del Chisone - cui s'avvia continuando la strada militare, oltre il colle - ben visibile per lungo tratto, su verso Pragelato e giù verso Mentoulles e Roure. E si scende allora dolcemente fra estese praterie, tagliando a mezzo una foresta di pini che ci accompagna per chilometri e chilometri e copre la strada di una volta profumata: ecco lo sperone del Pecherel a difesa delle valanghe; ecco il Prato di Catinat, meraviglioso nella sua fioritura primaverile; ecco, a quest'altezza, il grandioso sanatorio creato per più di 100 sofferenti dalla pietà del Senatore Agnelli: immenso e candido fabbricato ricco di innumerevoli ed elegantissime verande, di giardini signorili; coperto da migliaia e migliaia di pini salutiferi; aperto con un'infinità di vetrate a ricevere tutti i sorrisi ed il calore del sole, ad accogliere tutte le bellezze di cui è piena la valle; di laggiù sale al sanatorio una teleferica d'imponenza ciclopica e di incomparabile utilità che al sanatorio stesso trasporta materiale e persone. Ma ormai si affacciano i potenti forti di Fenestrelle: e giù ancora per la bella strada accanto a Chisone fino a Perosa, a Pinasca, a Villar Perosa e infine alla fresca e nitida bellezza di Pinerolo. Poi di qui nuovamente a Torino; il circuito è compiuto; molte fabbriche automobilistiche già lo fanno percorrere per provare le loro macchine; e il collaudo riesce veramente probativo anche perché di fronte a tutte le bellezze che s'incontrano nel percorso c'è un pochino da lottare per la condizione in cui è tenuta la strada nel tratto da Meana a Fenestrelle. Ci parla di questo stato spiacevole di cose lo stesso Podestà di Meana, gr. uff. avv. Giovanni Borgna, che vede tutta l'importanza e l'avvenire di questo passo e vuole in tutti i modi provvedere a migliorarlo. La strada da Meana a Fenestrelle è stradale militare, e quindi tenuta secondo le necessità dei servizi per i quali non occorrono continuati lavori di manutenzione e di ritocco: in casi di necessità l'autorità militare saprebbe e potrebbe provvedervi in pochissimo tempo. Il Comune di Meana poi, attraverso il territorio del quale corre la strada fin oltre il Colle delle Finestre, non può addossarsi il peso della manutenzione per molteplici ragioni, ed essenzialmente per il fatto che la strada non gli appartiene; cosa che diranno per la loro parte gli altri Comuni. Tuttavia Meana, con la creazione della strada militare ha perduto la sua antica, vera strada, sulla quale aveva tutti i diritti e tutti i doveri. Considerati poi gli sviluppi dei turismo automobilistico e di ogni altra specie, la manutenzione e la sistemazione d'una strada come questa interessa puramente gli altri Enti che in passato non si curavano punto di tali problemi. Intanto la spesa - dato che la strada già esiste e si può anche ora percorrere - non appare poi rilevantissima; un primo accordo con l’Autorità Militare - la quale non potrà che essere lieta di veder perfezionata l'opera propria - può facilitare assai l'inizio dei lavori; il Comune di Fenestrelle e quelli limitrofi non se ne dovranno pure disinteressare; Susa poi appartiene al Distretto Militare di Pinerolo e quindi anche per questa ragione l'Autorità Militare deve sentire la necessità di quest'opera; la Federazione Italiana dell'Escursionismo (F. I. E.) neppure può restare indifferente di fronte a questo richiamo; così il Club Alpino e l'Unione Escursionisti che ha al Colletto un suo rifugio bene attrezzato; le Case automobilistiche, per le quali la strada serve di ottima pista, hanno pure interesse di vederla tenuta in ottime condizioni. È possibile che la buona idea del gr. uff. Borgna non possa trovare fra tante potenti Istituzioni e fra tanti autorevoli personaggi quei consensi e quegli aiuti che valgano a renderla attuabile? E' possibile che in tempi fattivi come i nostri non si senta l'urgente bisogno di valorizzare, come ora si dice, questi meravigliosi luoghi che sono a due passi da Torino e nei quali si possono svolgere comodissimamente tutti gli sports, da quelli invernali a quelli cinegetici? E dovremo e sempre ancora permettere che si ignorino da noi le bellezze della nostra terra e si vada cercando lontano, e forse all'estero, quanto la natura offre con tanta prodigalità sulle soglie di casa nostra? Ben volentieri abbiamo voluto accennare e mettere in discussione questo nuovo problema; speriamo vivamente che al Podestà di Meana giungano numerose le adesioni e gli aiuti di quanti possono e vogliono lavorare con lui agli sviluppi del turismo nella nostra bella terra piemontese, alla scoperta delle bellezze Italiane. L. P.».

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