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Photo credit Massimo Rosso Elisa Ramassa

Predazione di agnelli nel Parco del Gran Bosco: lupi o cani?

Gran Bosco di Salbertrand

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Nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, nel territorio del Parco naturale Gran Bosco di Salbertrand, presso le Casermette dell’Assietta, Comune di Pragelato (To), lungo la dorsale che separa la Valle di Susa dalla Val Chisone, si è verificata una predazione di agnelli presso un alpeggio di pecore situato a 2100 metri circa di altitudine. Il bilancio parla di 15 agnellini deceduti e uno ferito grave, ma dai rilievi effettuati ieri dai guardiaparco, dai Carabinieri Forestali di Bardonecchia e Pragelato e dal veterinario dell’ASL, l’incidente non appare direttamente imputabile al lupo.
Vi sono infatti alcuni aspetti insoliti che hanno spinto il personale a effettuare analisi più approfondite, tra cui l’esame del DNA del predatore i cui risultati saranno disponibili nei prossimi giorni.
Innanzitutto, il gregge era custodito da un pastore esperto che lavora da anni nella zona e con cui il Parco Alpi Cozie ha sempre collaborato in maniera proficua. Infatti le pecore erano correttamente custodite all’interno di un recinto elettrificato nel quale, però, è stata individuata una falla in corrispondenza di un avvallamento dove era sollevata da terra di circa 50 cm, consentendo facilmente il passaggio del predatore. Inoltre, a guardia del bestiame era anche impiegato un cane da guardiania di razza Pastore Maremmano che solitamente, soltanto per la sua presenza, rappresenta un deterrente all’attacco del lupo, ma in questo caso è risultato stranamente inefficace. Infine, desta sospetto la tipologia delle uccisioni poiché sono stati predati soltanto gli agnelli, quando di solito il lupo colpisce anche i capi adulti.
A conclusione del rilievo, in serata i guardiaparco in servizio hanno individuato nella zona del crinale due grossi cani neri con un comportamento particolarmente selvatico. Non è stato possibile infatti né catturarli per riportarli al proprietario, né quantomeno avvicinarli per osservarli più da vicino.

«Nei prossimi giorni – ha dichiarato Michele Ottino direttore dell’Ente di gestione aree protette Alpi Cozie – gli esiti delle analisi e la cattura dei due cani permetteranno di capire se la predazione è imputabile al lupo oppure a cani inselvatichiti. La seconda ipotesi spiegherebbe l’uccisione dei soli agnelli e il mancato intervento del cane da guardiania che nel caso di attacco di lupi rimane la difesa più efficace a protezione delle greggi. Da parte del nostro parco, le informazioni acquisite consentiranno di rendere più incisiva la missione a cui siamo chiamati come partner del progetto europeo Life WolfAlps.EU: la convivenza tra uomini e lupi, tra le fondamentali prerogative di chi vive e lavora in montagna e la protezione di questo importante e affascinante predatore alpino».

Il varco individuato nella recinzione elettrificata

I due cani che si aggiravano nella zona della predazione

Comunicato stampa: CS_Predazione_31lug2020.pdf

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