Cantiere forestale

Il sito ecomuseale dedicato al Cantiere forestale realizzato presso il lago della Ghiacciaia è dedicato a“Oreste Rey”, memoria storica del paese e dell'ecomuseo Colombano Romean. Si tratta della Ricostruzione di un cantiere di esbosco dei primi anni del 1900 ed è stato allestito nei pressi della località Pinea dove in passato veniva depositato gran parte del legname abbattuto nel Gran Bosco.

A partire dal Settecento, le abetine del Gran Bosco hanno fornito il legname impiegato in importanti opere di ingegneria civile e militare della capitale sabauda, quali la basilica di Superga, la reggia di Venaria Reale, il teatro Regio e l’arsenale militare.

Il patrimonio boschivo di Salbertrand a fine Ottocento era per l’80% di proprietà comunale. Ditte locali o forestiere acquistavano annualmente i lotti che venivano designati dall’amministrazione comunale in base alla resa e al tempo trascorso dall’ultimo taglio.  Nel comune di Salbertrand, i boschi migliori in qualità e quantità erano posti nell’area del Gran Bosco tra l’ansa del Rio Gorge, il Cumbarà d’tsusse, la Crōsä  e il Ruchà dla Sapiā.

L’abbattimento e il taglio dei rami,  fino al 1950, veniva fatto esclusivamente con ascia e roncola. I segoni servivano per sezionare i tronchi in lunghezze predefinite, per assecondare al meglio le richieste commerciali e per esigenze nel lavoro di esbosco e di trasporto sui carri. Spesso il legname , prima di essere movimentato veniva scortecciato in modo da limitare gli attacchi parassitari, favorire una rapida essiccazione con notevole perdita di peso e agevolarne la scorrevolezza nei canaloni.

Già durante l’abbattimento, per  facilitare la fase di esbosco, i boscaioli facevano in modo che la caduta della pianta fosse il più possibile orientata con il cimale verso l’alto e il calcio verso il basso. Molta attenzione veniva posta nel non recare danni  agli alberi vicini e alla rinnovazione. Contemporaneamente al taglio, il resto della squadra iniziava il trasporto che poteva avvenire a traino con i muli, o per  scorrimento nei canaloni fino agli alvei dei rii Gorge e Oretta o Cumba Curauda e Gran Cota, ormai disseccati. 
Circa all’inizio del 1900, l’avvento di funi metalliche, diede la possibilità di fare uso di un nuovo sistema di trasporto non più a terra ma per via aerea: le teleferiche.

Il sito di arrivo e deposito temporaneo dei tronchi per il legname proveniente dal Gran Bosco era l’area comunale alluvionale presso Pinea, nei pressi dell’attuale area attrezzata del Parco, dov’era impiantata una pedana (platea) per il carico sui carri.

Il lavoro del boscaiolo era un  lavoro impegnativo e pericoloso. L’orario di lavoro non era mai ben definito; partenza all’alba e ritorno a notte spesso dopo una camminata di un‘ora e mezza, quando non si sceglieva di risiedere nei casolari costruiti apposta in bosco.
Si smetteva il lavoro solo quando l’altezza della neve raggiungeva la cintola.

Testo tratto dal Cahier n.5 dell’Ecomuseo Colombano Romean “Lu trovou du bo” di Oreste Rey

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