Molè - Rifugio Balma - Lago Sottano e Soprano - Molè Itinerario escursionistico

Punto di partenza: Molé [m. 1100], Coazze (TO)  
Dislivello: m. 1110
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza: 8-9 ore (comprese le soste)
Accesso in auto: Da Coazze seguire le indicazioni per Forno e raggiungere la bacheca del Parco, posta all'imbocco del Bivio per la Borgata Molè. Parcheggiare l'auto nei pressi (o nel grosso piazzale a monte del Santuario della Madonna di Lourdes).
Punti di interesse: Bellezze paesaggistiche, aspetti naturalistici (fauna, flora), aspetti geologici (morena e laghi di origine glaciale), incisioni rupestri.


Descrizione dell'itinerario:
Dal bivio per la borgata Molè (bacheca del Parco), percorrere la strada asfaltata che in pochi minuti porta alle case e, davanti alla Chiesa dedicata a S. Antonio, svoltare a sinistra imboccando il sentiero n° 415 che sale al Rifugio Balma (segnavia rossi).
Superato il ripido pendio lungo un declivio prativo si raggiunge un boschetto di betulle e quindi la cresta morenica che conduce ai confini del Parco. Qui la vegetazione arborea (in prevalenza faggi) lascia il posto a quella arbustiva ed erbacea.
Lasciati gli sfasciumi della Rocca di Bauti sulla vostra destra troverete una fontana abbeveratoio (acqua di fonte non "controllata" e "certificata", ma potabile come normalmente lo sono in montagna tutte le acque che sgorgano da sorgente).
Superato il Rifugio Balma seguire l'indicazione di un palo segnaletico che indica i laghi della Balma, a sinistra (mentre a destra il sentiero prosegue al Monte Robinet).
Poco distante dal Lago Soprano, in direzione Sud-Ovest, una sorgente sgorga alla base di un masso.

Discesa:

Il rientro è per la stessa strada della salita.


Punti di Interesse

Aspetti naturalistici
La prima parte del vallone, appena entrati nell'area Parco, è l'ambiente ideale per la nidificazione del Gheppio. Non è raro l'avvistamento, tra le pareti rocciose sovrastanti il sentiero, del gheppio, anche in coppia.
In prossimità del Rifugio Balma (edificato sui ruderi del vecchio alpeggio preesistente) è possibile notare la rigogliosa vegetazione di tipo nitrofilo tipica delle aree adiacenti gli alpeggi e derivante dall'accumulo di azoto nel suolo contenuto nelle deiezioni degli animali un tempo monticanti in loco.
In piena estate il pianoro circondante il Lago Soprano è costellato di piccole piante carnivore, le pinguicole, che catturano gli insetti con le loro foglie appiccicose; abbastanza di frequente si sente il fischio delle marmotte che hanno le loro tane nei pascoli pietrosi circostanti, oltre ai versi di gracchi e corvi imperiali.
Non è raro l'avvistamento di spioncelli, culbianchi, codirossi spazzacamino, ermellini (specie nei dintorni del rifugio) camosci, aquile e coturnici, queste ultime sui versanti esposti a sud. Con un buon binocolo si può avere la fortuna di avvistare, sulla cresta a ovest del lago (Punta Loson, Monte Robinet) qualche stambecco (popolazione originata da un intervento di reintroduzione di esemplari provenienti dal Parco Nazionale del Gran Paradiso) e branchi di camosci.

Aspetti geologici
La prima parte del sentiero si inerpica lungo una brulla dorsale composta da materiale di accumulo trasportato dall'antico ghiacciaio che, nell'era quaternaria, ricopriva interamente il territorio del Parco.
I resti degli antichi ghiacciai sono numerosi in tutte le vallate del Parco; lungo questo percorso si segnalano, notevoli per bellezza, i laghi Sottano e Soprano, posti rispettivamente a m 2098 e m 2211 s.l.m.

Foto incisioni rupestri
Incisioni rupestri
Sulla cresta morenica della prima parte dell'itinerario si trovano diversi massi con incisi segni cruciformi, anche ramificati e complessi.

In corrispondenza della bacheca del parco, con un buon binocolo, è possibile osservare nel vallone, sulla destra orografica, un grosso masso (detto Roc dl'Urs) recante più di una cinquantina di segni cruciformi risalenti ad epoca preistorica.

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