SIC Rocciamelone

Petrocallis pyrenaicaIl sito comprende il versante sud-orientale del Monte Rocciamelone (3.538 m), una delle cime più alte delle Alpi Graie, collocata sullo spartiacque che divide la Valle di Susa dalle Valli di Lanzo. La litologia è varia: in generale dominano i calcescisti, con affioramenti di pietre verdi e gneiss minuti nella fascia bassa mentre, dove il sito entra in contatto con l'oasi xerotermica degli orridi di Chianocco e Foresto, compaiono dolomie e calcari.
Il particolare aspetto del massiccio montuoso, caratterizzato da versanti molto scoscesi che culminano nell'inconfondibile vetta dalla sagoma aguzza, è dovuto anche all'opera delle potenti masse glaciali di epoca quaternaria che modellarono marcatamente la zona.
La notevole escursione altimetrica, che va da una quota di circa 500 m del fondovalle a oltre i 3.500 m della vetta, offre le condizioni ideali per la presenza di tutte le fasce vegetazionali, dalle latifoglie submediterraneee alla vegetazione pioniera alpina.
Lungo i due valloni principali del versante, solcati dal Rio Giandula e dal Rio Rocciamelone, si susseguono dal basso i querceti di roverella (Quercus pubescens), le faggete, gli acero-tiglio-frassineti, le pinete di pino silvestre (Pinus sylvestris), i lariceti e le cembrete, con lembi di cespuglieti e alneti di ontano verde (Alnus viridis).

Oltre il limite della vegetazione arborea, il resto della superficie, più della metà del sito, è occupato in larga misura dalle praterie alpine e subalpine che, prima della linea di cresta dominata da rocce e macereti, sfumano in praterie rupicole più discontinue. L'estesa zona delle formazioni erbose, all'incirca tra 1.900 e 2.400 m, è soggetta a pascolo.

Ambienti e specie di maggior interesse

Gli ambienti di interesse comunitario censiti sono 6. Due sono gli habitat prioritari ai sensi della D.H.: alle quote basse su substrato calcareo sono presenti le praterie xerofile a Bromus erectus che, localmente ospitano una ricca varietà di orchidee, e i ghiaioni xerofili calcarei.

Coleophora solenellaTra gli altri habitat di interesse comunitario vi sono i boschi di larice, invero limitatamente rappresentativi in questo settore della Valle di Susa, i castagneti, le faggete acidofile e le praterie basifile, ampiamente diffuse oltre il limite della vegetazione arborea.
Tra le emergenze floristiche si segnala la presenza, alle quote più elevate sui ghiaioni ed i macereti, di Saussurrea alpina subsp. depressa, Alyssum alpestre e Veronica allionii, endemiche delle Alpi occidentali e inserite nella Lista rossa nazionale. Alle basse quote un'importante e vasta oasi xerotermica ospita specie xerofile e d'ambiente mediterraneo.

Tra le specie faunistiche di interesse comunitario si annoverano due rettili, il ramarro (Lacerta bilineata), la lucertola muraiola (Podarcis muralis) e tre lepidotteri, Callimorpha quadripunctaria, Maculinea arion e Parnassius apollo, tutte inserite nell'All. IV della D.H., ma nessuna di esse è particolarmente rara.
Il resto del popolamento faunistico conta, tra i vertebrati, tipici elementi montani come il camoscio (Rupicapra rupicapra), la marmotta (Marmota marmota), lo spioncello (Anthus spinoletta), il crociere (Loxia curvirostra) ed altri passeriformi.
Tra gli invertebrati, invece, si segnala la presenza di alcune interessanti specie di insetti, come il coleottero curculionide Dichotrachelus manueli, endemico delle Alpi Graie, ed il lepidottero Polyommatus exuberans, licenide endemico della Valle di Susa, del quale qui si trova la migliore popolazione conosciuta. I microlepidotteri del Rocciamelone sono stati oggetto di studi approfonditi da parte di diversi specialisti, soprattutto austriaci e tedeschi, data la notorietà europea del biotopo come luogo ad elevata biodiversità e ricchezza di specie.

In particolare si ricordano Coleophora repentis, specie conosciuta solo qui in Italia, e in altre poche località alpine di Austria e Francia, C. breviuscula, rara specie prevalentemente anatolica, nota solo in altri due siti, uno italiano e uno svizzero, C. scabrida, di cui si conosce una sola altra popolazione nell'astigiano, C. solenella, individuata in Piemonte anche nei SIC di Valmanera e di Ghiaia Grande, e Coleophora settarii, segnalato in poche altre località piemontesi.

Stato di conservazione e minacce

Arcyptera fuscaLe minacce alla conservazione degli ambienti del biotopo sono imputabili agli incendi ricorrenti e localmente all'attività incontrollata di motocross e trial. L'attività pascoliva non ha particolare influenza sugli habitat di interesse comunitario, mentre la presenza turistica, limitata al periodo estivo, interessa solo i percorsi di accesso alla vetta ed i nuclei abitati delle basse pendici. Parte del sito ricade nell'Oasi di protezione faunistica "Rocciamelone". Si ricorda, infine, che il complesso del Monte Rocciamelone si trova lungo un eventuale tracciato del tunnel dell'ipotetica e discussa linea ferroviaria ad "alta capacità" Torino-Lione.

Cenni sulla fruizione

Esistono alcuni sentieri escursionistici che conducono agli alti versanti ed una strada percorribile fino a 2.200 m di quota.