Monastero Pra'd Mill

MONASTERO DOMINUS TECUM

La vita monastica in Piemonte verso la metà del XX secolo era pressochè inesistente, molti italiani si recavano in Francia, in specifico presso l'abbazia di Lérins; religiosi e laici richiesero al cardinale Ballestrero di ridar vita ad una realtà monastica in Piemonte.

La famiglia dei Baroni d'Isola, discendenti dei Malingri di Bagnolo aveva da tempo offerto un terreno di sua proprietà situato tra Barge e Bagnolo, nella valle dell'Infernotto, al fine di farvi nascere un monastero cistercense: nel settembre1988, sul terreno di Pra'd Mill la celebrazione di una messa sancirà l'accordo tra Leletta d'Isola e i monaci di Lérins.

Dal 1955 due monaci si sono installati e cominciarono richieste di entrare a far parte della Comunità; nell'autunno dello stesso anno cominciarono i lavori di restauro delle cascine da destinare a foresteria e una nuova cappella provvisoria, dato che quella del secolo XVIII era troppo piccola; l'ingrandirsi della comunità rese necessario procedere con i restauri dei restanti edifici da destinare a cucina, refettorio, biblioteca, celle, laboratori, infine fu costruita una nuova chiesa sufficiente a contenere i sempre più numerosi fedeli.

La Carta ufficiale di Fondazione fu firmata il 25 marzo 1998.

L'architettura del complesso

A Pra 'd Mill si trova un nucleo settecentesco, verso il torrente, si tratta di una piccola residenza nobiliare di montagna, munita di torri di difesa, una cappella e una baita, costruiti da un generale dell'esercito di Maria Teresa d'Austria, avo della famiglia d'Isola.

Il palazzotto a quattro piani deriva dallo schema della casa forte, di pianta quasi quadrata; due piani sono addossati alla montagna e il lato nord non ha finestre; fasce intonacate decorano le finestre sugli altri lati; le torrette sono sovrastate da spalti circolari con feritoie.

Inizialmente abitato dai monaci ora è destinato a foresteria per singoli o gruppi autogestiti.

La cappella settecentesca è costituita da un vano rettangolare non absidato, decorato sugli spigoli da lesene, con timpano sul fronte principale.

Le pareti esterne sono in pietra, imbiancata da uno scialbo,segnata dai fori pontai, con lesene che confluiscono in una fascia sormontata da una cornice appena modanata su cui si imposta il tetto.

Una sola porta d'ingresso e due finestre per dare luce: all'interno una tela che rappresenta l'Annunciazione; due volte a crociera sorrette da archi traversi scandiscono lo spazio interno.

Il progetto attuale del monastero è stato maturato dal confronto dei modelli cistercensi antichi con le esigenze attuali dei monaci e tenendo conto del sito.

Si è scelto di collocarlo nella posizione più alta della conca, rispettando gli antichi tracciati dell'insediamento rurale; il monastero è suddiviso in tre zone distinte: la clausura, la foresteria, la chiesa.

Gli ambienti della clausura, della foresteria e della chiesa sono distribuiti su tre piani sfalsati, collegati da percorsi porticati orizzontali, che seguono i tracciati delle strade della antica borgata e collegano gli edifici antichi recuperati e i nuovi, riparando dalle intemperie, in particolare nel periodo invernale; i percorsi dei monaci e degli ospiti sono separati.

La chiesa, molto elevata, sfrutta il dislivello del terreno e il suo grande tetto inclinato secondo il profilo della montagna riesce a raccordarsi alle coperture adiacenti.

La clausura è disposta su tre livelli: il più basso è dato dalle celle inferiori su tre lati del chiostro della preghiera, rivolto verso la chiesa e il giardino all'interno, verso la montagna e la valle all'esterno, rettangolare; il livello intermedio è costituito dal piano superiore del chiostro, da altre celle e dalla sala del Capitolo; il terzo livello corrisponde con il chiostro di servizio su cui si affacciano il refettorio,la cucina e la biblioteca, i locali di servizio come la lavanderia e la centrale termica, esso è piuttosto piccolo, esposto a mezzogiorno, con una cancellata d'ingresso di servizio e passo carraio, ricavato su di una preesistente corte che i margari avevano ricavato davanti alla grande baita, scavandola nella montagna e attivando una fontana; il refettorio dei monaci è stato ricavato nella stalla, la biblioteca si trova al piano più alto della "grande baita" e consente scorci sulla valle, mai uguali, dai tagli finestrati che si susseguono in serie.

La foresteria è organizzata su due piani serviti da portici comuni: al primo piano si trovano le stanze degli ospiti, accessibili dal porticato, a uno o due letti, dotate di servizio igienico, scrivani e armadio.

Al piano inferiore si trova il refettorio degli ospiti, con piccola cucina per riscaldare i cibi che provengono dalla cucina centrale del monastero, e un lavatoio; vi si accede da una sala alla sala conferenze e ai parlatori per incontri con singoli o gruppi.

La chiesa con altare in pietra posto al centro del presbiterio è il luogo centrale del monastero: esso rappresenta il polo compositivo con la lanterna che lo sovrasta con la grande croce, che ne costituisce il punto di riferimento dall'esterno.

Il piano del presbiterio è sopraelevato di tre gradini rispetto a quello della chiesa, e ospita l'altare, lo spazio dei monaci, l'ambone lateralmente e la croce in travi di legno intagliate sulla parete di fondo.

Un lucernario vetrato illumina lo spazio dall'alto e porta il castello delle campane.

Il coro dei monaci è composta da semplici sedie, in posizione simmetrica rispetto all'asse longitudinale della chiesa.

Verso oriente si trova la cappella dell'adorazione.

Lo spazio più grande è quello dell'assemblea dei fedeli: la navata, a tre campate si amplia ed è collegata ai vani che fungono d'ingresso; si è voluto privilegiare l'ingresso laterale, meno disturbante per le funzioni; l'ingresso sull'asse della navata è collocato su un piano più basso.

La copertura lignea si alza in modo graduale dal fondo; la grande orditura sorretta da pilastri e da muri, mantenuta uniformemente inclinata funge quasi da cassa armonica e consente una buona diffusione dei canti e del suono.

La presenza del monastero ha permesso una miglior manutenzione dei percorsi, del bosco e ha indotto al ritorno all'uso e al ripristino di baite; poco oltre il monastero è stato aperto un agriturismo.


Contatti:

www.dominustecum.it/monastero/