Certosa Serra San Bruno e Padula

CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO

La certosa dei santi Stefano e Bruno è situata in provincia di Vibo Valenzia; Bruno, al seguito di Papa Urbano II fu in Calabria e ottenne il consenso a ritirarsi in solitudine sull'altopiano delle Serre calabresi su un fondo donato da Ruggero d'Altavilla, a 790 mt di altitudine, chiamato Torre (eremo do santa Maria di Turri o del bosco), capanne di legno distribuite intorno alla chiesa conventuale, edificio in murature di piccole dimensioni, consacrato nel 1094 alla presenza di Ruggero I di Calabria e Sicilia, che ampliò la donazione.

I conversi furono alloggiati a circa 2 km nel monastero di santo Stefano; gli operai con famiglie che collaboravano alla costruzione della certosa diedero origine l paese di Serra.

Le donazioni e le immunità concesse dai Re normanni fecero della certosa una grande signoria feudale.

Periodo cistercense

Nel 1192 Guglielmo da Messina volle trasformare la casa inferiore di S.Stefano secondo le regole cistercensi e prese contati con l'abbazia di Fossanova, il che portò all'abbandono dell'eremo di Santa Maria a favore del monastero di S.Stefano, che possedeva grange in Calabria, Puglia e Sicilia.

Tra il 1192 e il 1411 furono probabilmente costruiti il muro di cinta, il chiostro, il refettorio, il capitolo, il dormitorio, il dispensario e altri servizi con poca cura degli aspetti architettonici e strutturali.

Gli edifici deperirono rapidamente, anche a causa di terremoti; nel 1783 fu completamenet demolito l'intero complesso del 1514-1600 e anche la ricostruzione del 1800 non lasciò alcuna traccia delle vestigia del 1500.

1476: primo tentativo fallito di restituzione ai certosini - "recuperazione", fino alla commenda del 1513;

1514: riconsegna ai certosini della certosa di S.Stefano, favorevoli gli Aragona di Napoli e il Pontefice Leone X; primi lavori di restauro, ad opera del De Rigetis con ampliamento del chiostro grande, su due livelli con 24 celle (1523), consolidamento del muro di cinta con 7 torri di guardia (1536), completamento del chiostro e costruzione del refettorio (1543), completamento nuova chiesa conventuale (1600), creazione del laghetto artificiale delle penitenze (1645), risistemazione del dormitorio (1776).

La chiesa del 1523 ha pianta a croce latina con unica navata centrale e cappelle laterali, cupola rivestita in piombo all'incrocio tra navata e transetto; spazi distinti per eremiti e conversi.

Terremoti gravi danneggiarono la certosa di S.Stefano a partire dal 1604, 1638, 1693, 1783 e la ridussero ad un ammasso di macerie.

1807/08: abbandono e depredazione di oggetti vari a seguito delle soppressioni da parte di Giuseppe Bonaparte, per 32 anni.

1840/44: breve ripresa da parte dei certosini, fatti oggetto di atti di brigantaggio.

1859: ritorno dei certosini per concessione di Fedinando II.

1889: il Capitolo generale di Grenoble affida a F.Pichat, architetto dell'ordine il progetto di ricostruzione secondo modelli romanici e barocchi, realizzato in sei anni.

1890: consacrazione della chiesa.

1903/1913: restauro della Chiesa seicentesca di St. Maria con scavo archeologico.

Biblioteca con 25.000 volumi

Ospiti illustri: 1938 Ettore Majorana, il pilota di Hiroshima.


Contatti:

tel +39/0963/70608

fax +39/016372196

it.wikipedia.org/wiki/Certosa_di_Serra_San_Bruno

cartusialover.altervista.org/Serra San Bruno.htm

CERTOSA DI SAN LORENZO A PADULA (nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano)

E' la più grande Certosa d'Italia, dal 1998 è patrimonio Unesco

Fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsica, nel sito di un precedente cenobio: la struttura ricorda la graticola sulla quale San Lorenzo fu bruciato.

Gran parte è in stile barocco, occupa mq 51.500 di superficie, ha 320 stanze, il chiostro più grande del mondo (12.500 mq) con 84 colonne.

Una scala a chiocciola in marmo bianco porta al convento, biblioteca con pavimento in piastrelle di Vietri sul mare, cucine, cantine, lavanderia, cappella con marmi preziosi; campi, frutteti, produzione di olio, vino, frutta e ortaggi.

Oggi ospita il Museo archeologico della Lucania occidentale: reperti di Sala Consilina e Padula, fino all'età ellenistica.

La casa bassa ospita attività di sostentamento (spezieria, stalla, granai, magazzini nella corte esterna), la casa alta ospita gli spazi comunitari dei monaci (chiesa, cucina, refettorio, sala del tesoro e capitolo) e ambienti di stretta clausura intorno al chiostro grande (celle dei monaci, giardini, appartamenti del priore, biblioteca).

La certosa è sede della mostra permanente "La certosa di Padula nel libro di T.Salmon del 1763 e nella cartografia del sec XVIII e di collezioni d'arte contemporanea (Le opere e i giorni - Fresco Bosco).

Interventi paesaggistici sono stati realizzati sui giardini delle celle nell'ambito della manifestazione Ortis Artis.


Contatti:

viale Certosa 1 - 84034 Padula (Salerno)

tel. 0975/77745

www.valloweb.com/certosa/

www.ambientesa.beniculturali.it/BAP/