Abbazia di Staffarda

Sito templare, fondato nel 1135 da monaci cistercensi provenienti dall'abbazia del Tiglieto in Liguria, favoriti dal marchese di Saluzzo, che operò bonifiche nelle zone paludose per favorire l'agricoltura, risorsa del suo marchesato e con donazioni dei signori di Brondello, approvate dal papa Celestino II e da Federico Barbarossa.

L'area acquitrinosa si chiamava "La Staffarda", consacrata a St. Maria: se ne interessò lo stesso san Benardo, fondatore dell'ordine nel 1130 a Citeaux: molte somiglianze con il complesso di Clerveaux.

Si cominciò con la costruzione della chiesa, poi gli edifici monastici, la foresteria, il refettorio, la sala capitolare, il laboratorio artigianale, il mulino, il pozzo, l'ospedale e nove grandi cascine: Lagnasco, Pomarolo,(tra Savigliano e Verzuolo), della Morra in val Bronda, Torriana alla base del Mombracco, Fornaca a Scarnafigi, Carpenetta a Casalgrasso, Dosio verso Torino.

Nel 1150 l'ordine cistercense contava 350 abbazie dalle Fiandre alla Toscana, dall'Ebro all'Elba.

L'impianto di Staffarda è complesso, fortemente rimaneggiato nei secoli, resta la grande torre di ingresso.

La chiesa dei sec.XII-XIII-XV ha contrafforti rampanti di sostegno del 1840;

la chiesa primitiva presentava il tetto a due spioventi, senza porticato in facciata (del sec XVI), come la parte sopraelevata centrale, il nartece in mattoni a vista, affreschi monocromi, i cornicioni, tre finte botti con rosone.

L'interno del sec XII è di stile romanico-gotico, a tre navate che terminano con absidi semicircolari, colonne cruciformi, volte a crociera cordonate tranne quella presso le absidi, transetto con volta a botte; policromie sui toni dl bianco, rosso e nero.

Il pulpito tardogotico è sul un pilastro della navata centrale; stalli in legno scolpito di stile gotico-fiorentino (1504-1510), acquasantiera (1506), polittico (1531-33) in legno scolpito e dorato con rappresentazioni della vita di Gesù, Assunzione della Vergine Maria, discesa dello Spirito Santo, santi Bernardo e Benedetto, Arcangelo Gabriele, gruppo scultoreo gotico-alemanno dell'inizio del sec. XVI, san Giovanni e la Vergine.

Fulcro della vita monastica è il chiostro, ricostruito sui lati settentrionale e occidentale a seguito della battaglia di Staffarda dek 1690. Originali le colonnine binate sul lato orientale.

Nel chiostro furono sepolti i primi cinque marchesi di Saluzzo.

La sala capitolare ha volte a ogiva su colonne marmoree, comunica a nord con la sacrestia e la biblioteca; una scala porta al dormitorio, c'è un passaggio con volta a botte per l'ospedale, il cimitero e l'orto.

Il campanile è del tardo sec XIII, non frequente nella regola cistercense: punta conica su base quadrata, a quattro piani, con archetti, monofore, grandi bifore nella parte superiore.

Nella piazzetta antistante la chiesa c'è la loggia del grano o del mercato con volta a crociera su nove pilastri (1270); il forno adiacente è stato demolito.

La foresteria, solo per uomini è del sec XIII; di fronte le scuderie per muli, cavalli, asini, ora trasformate in ristorante.

A lato il refettorio al piano terra: grande sala a cinque campate con volte a crociera poggianti su colonne in pietra con capitelli scolpiti a forma di foglie; al piano superiore il dormitorio.

1690: gravi danni per la battaglia tra le truppe piemontesi di Vittorio Amedeo II e le truppe del Re Sole comandate dal generale Catinat.

Ricostruzione all'inizio del sec. XVIII.

1750: attribuzione della restante Commenda all'Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro da parte del Papa Benedetto XV.

Fine sec.XVIII: arrivo dei soldati napoleonici e requisizione.

Si produceva del buon vino Palaverga, arance, limoni, olive, cereali, riso, noci della val Varaita per l'olio.

Simboli templari: sole fiammeggiante in cielo azzurro sul catino dell'abside; cappella diagonale, (regola esoterica asimmetrica) due croci nella foresteria, murate nella parete verso il chiostro.

Nonostante il divieto del Papa Giovanni XII nel 1318 e nel 1345 furono incisi sull'architrave della loggia rombi e ferri di cavallo, con ramoscelli e fiore a due petali, un monolite con croce e lettere M e T (Militia Templia).

Declino dell'abbazia dopo l'abbandono da parte dei templari.


Contatti:

tel e fax 0175/273215

it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Santa_Maria_di_Staffarda

www.duepassinelmistero.com/Staffarda.htm

http://www.parks.it/parco.po.cn/

ABBAZIA DI MOMBRACCO

Restano i basamenti delle colonne dell'antico chiostro; croce dei francs maçons, costruttori di cattedrali; era posseduta dalle monache cistercensi.


Contatti:

www.ghironda.com/vallepo/rubriche/mbracco.htm